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mercoledì 18 settembre 2013

Vedo prevedo e stravedo

Per quel minimo che ho capito e imparato a capire di Berlusconi e di come funziona il suo ragionamento e quello dei suoi elettori - berlusconismo, chiamalo se vuoi - decadenza o no, la spinta politica che guiderà il suo prossimo futuro avrà come base il negare - o il far credere, o il provare a far credere - che il suo ruolo in questo governo di coalizione - "larghe intese" chiamale se vuoi - con il Pd, sia stato marginale.

E che le decisioni sono state prese da altri e che loro - lui e i suoi, il Pdl, chiamalo se vuoi - erano là solamente per senso di responsabilità verso gli italiani, per riformare quello schifo di legge elettorale (eh, ma l'avevano fatta loro: poco importa!), mettere in atto le riforme e provare a risollevare il paese.

Ma poi quegli altri sono quel che sono, "e noi abbiamo dovuto star buoni difendendo i nostri valori e cavalcando le nostre visioni, che erano ineccepibilmente buone, tanto che il più importante risultato raggiunto dal governo è stata una nostra idea (IMU, remember?). Ma quelli sono quel genere di persone, e con loro non puoi starci, e sono gente che vuole la mia testa, gente che usa la giustizia a fini politici" eccetera - che tanto la sapete già.

Insomma, l'obiettivo del Berlusconi venturo, sarà quello di farsi passare avulso dall'attuale esecutivo, sebbene ne sia parte fondamentale e fondativa. Tanto più che sembra che l'aumento IVA - argomento di sicuro appeal populista, da frustare in campagna elettorale - sembra inevitabile.

Poi forse mi sbaglio, ma sarà?

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