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domenica 15 settembre 2013

Un po' di superficialità

È da un po' di tempo che sulla mia bacheca - e sulla vostra sarà ovviamente lo stesso - vedo le scritte "Vado a vivere a Picopalloland per tot mesi".

Non capivo il perché inizialmente. Tanto che per un certo periodo di tempo, ho creduto che qualcuna di quelle ragazze andasse veramente via - almeno per le prime due, per le altre ho cominciato a covare qualche sospetto, non è che sono così rincoglionito - a vivere fuori, magari per lavoro, per studio, per diletto, per amore. Ah, gli uomini!

Poi ho più o meno capito: l'iniziativa è una di quelle promosse dalla Lit (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) insieme con Estée Lauder Companie (prima c'era il colore del reggiseno, e il tempo per pettinarsi, eccetera). Il messaggio doveva essere criptato, compreso solamente dalle donne, perché il punto di fondo è la prevenzione del cancro al seno.

La campagna di sicuro ha funzionato: sulla mia stessa bacheca ho visto diverse persone chiedersi il perché e diversi altri commentare di che giochetto compulsivo si trattasse. Se n'è parlato, e parecchio, ci si è giocato. La roba, invece è seria: ogni anno in Italia vengono colpite più di 2000 donne under quaranta.

La campagna, è anche andata oltre il suo scopo: ha avuto uno sviluppo sociale, antropologico, umano. La distinzione di sesso nei comportamenti: lo dico con un'ampia approssimazione, ma sono pochi i maschietti della mia bacheca che sono corsi ad informarsi. Tutti a ridere e a scherzarci senza sapere o capire di che si trattasse.

Siamo così noi uomini: molto spesso siamo superficiali, e rileggendo un mio tweet di qualche giorno fa, ho paura di esserci passato anch'io. (C'è un "peggio" che non va bene, su quello che ho scritto; e la domenica serve anche per spiegarsi, ché il senso era quello di far capire che noi maschietti ci mettiamo un po' di più a capire le cose).

Dunque, mea culpa e via andare.




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