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domenica 22 settembre 2013

Cos'è Papa Francesco in un intervista

L'intervista che padre Antonio Spadaro ha fatto a Papa Francesco, è straordinariamente bella - giusto il rimbalzo mediatico, giusti i commenti e le analisi, merita tutto e di più. 

È un riassunto di quello che è stato il mandato fin qui e uno spaccato sul futuro. È una lezione spirituale, una lettura profonda che merita attenzione e rispetto: per questo non ne ho parlato prima di oggi, domenica, giorno del Signore, ma anche giorno del riposo. Giorno mistico, in cui riflettere e guardarsi, anche, magari, nonostante una bella giornata che non si è accorta che l'estate è finita. Occorre dedicare un po' di tempo per leggerla, (è lunga e di solito durante gli altri giorni molto tempo non ce n'è) e non è affatto facile - va detto, con chiarezza, senza la necessità di trasformarsi in teologi con la stessa spinta con cui diventiamo a giro commissari tecnici, velisti, in ultimo ingegneri navali, e senza scendere nella facile retorica del "Papa-semplice".

C'è un passaggio che più delle aperture sul sociale di cui hanno istintivamente titolato i giornali, mi ha colpito, perché è tutto questo Papa e molto di quel che penso:
Molti, ad esempio, pensano che i cambiamenti e le riforme possano avvenire in breve tempo. Io credo che ci sia sempre bisogno di tempo per porre le basi di un cambiamento vero, efficace. E questo è il tempo del discernimento. E a volte il discernimento invece sprona a fare subito quel che invece inizialmente si pensa di fare dopo. È ciò che è accaduto anche a me in questi mesi. Il discernimento si realizza sempre alla presenza del Signore, guardando i segni, ascoltando le cose che accadono, il sentire della gente, specialmente i poveri. Le mie scelte, anche quelle legate alla normalità della vita, come l’usare una macchina modesta, sono legate a un discernimento spirituale che risponde a una esigenza che nasce dalle cose, dalla gente, dalla lettura dei segni dei tempi. Il discernimento nel Signore mi guida nel mio modo di governare.

Ecco, invece diffido delle decisioni prese in maniera improvvisa. Diffido sempre della prima decisione, cioè della prima cosa che mi viene in mente di fare se devo prendere una decisione. In genere è la cosa sbagliata.
L'intervista per intero è stata pubblicata da Avvenire (per gentile concessione di Civiltà Cattolica) ed è quiQuesto invece è il link da cui scaricare l'originale: http://www.laciviltacattolica.it (e molto altro).

Ottima lettura prima di andare a letto stasera.



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