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mercoledì 11 settembre 2013

Fermi tutti! È tornato

Paolo Bernini.

Detto così magari è un nome che non vi dice niente, ma se io vi dicessi che è quello del microchip? Sì: il parlamentare del M5S che quella volta aveva candidamente spiegato alla Tv nazionale, che gli ammericani ci mettono un microchip sotto la pelle - e nemmeno era esploso il caso Datagate ancora, che sennò figurati.

Beh, oggi, in Aula - che scrivo in maiuscolo, per rispetto dell'istituzione che rappresenta - c'è un po' tornato su, lateralmente, affrontando un grande classico: il complotto dell'11 settembre. Girandoci intorno, è vero, e partendo da lontano, mettendoci dentro Pearl Harbor, Northwoods, il Tonchino, la guerra del Golfo e l'attentato di Allende, le bombe atomiche e le armi chimiche, la guerra fredda, i petrodollari, le fonti kurde che "la scorsa settimana gli hanno raccontato", e l'Ammerica che conquista il mondo.

Celebrativo.


Però la pronuncia di "it was an inside jobs" se l'era preparata.

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