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giovedì 5 settembre 2013

Cose che ti fanno incazzare e che succedono per "coincidenza" insieme

Elencando - senza pretese cronologiche, tanto che cosa importa - in questi giorni sono successi i seguenti fatti:
  • un cretino delinquente - che come lo vuoi chiamare altrimenti, e che gli faresti ad uno così - ha ucciso a Brescia, o giù di lì, la sua amante, incinta di quattro mesi. Il padre del bambino, neanche a dirlo, sarebbe stato lui. Con una sequenza da "Comiche" - se di mezzo non ci fosse stata la tragedia di una vita tolta - di accanimento sul corpo di quella giovane brasiliana.
  • un ex ubriacone ed ex tossicodipendente ha accoltellato con una quarantina di colpi, una psichiatra madre di due ragazzini, che lavorava la Centro di salute mentale di Bari. Poi, una volta catturato, ha dichiarato sull'uccisione: "Non me ne sono reso conto".
  • un altro maledetto tossicodipendente ha ucciso ad Avellino una donna di 76 anni, commerciante di abbigliamento sportivo, per una rapina. A quel che sembra l'uomo di 41 anni residente lì vicino, ha smesso di infierire sul corpo della donna, soltanto davanti all'arrivo di un vicino. Nella borsa da rubare, c'erano 5 euro.
  • in India un responsabile e il custode di un istituto per disabili, sono stati arrestati per aver ripetutamente e con continuità, stuprato cinque ragazze tra i 14 e 16 anni, handicappate.
  • in Svizzera, invitato ad un dibattito televisivo sul canale DRS, il presidente del Consiglio centrale islamico, Nicolas Blancho - uno che te lo raccomando -, ha sostenuto che "picchiare una donna fa parte dei diritti dell'uomo". Invitato da altri due ospiti in studio, i consiglieri nazionali Oskar Freysinger e Gerhard Pfister, a scusarsi e a prendere le distanze, Blancho avrebbe taciuto per qualche minuto, per poi proseguire e chiarire: "Picchiare le donne fa parte della liberta' religiosa" e ancora "Non devo fornire nessuna giustificazione perche' non ho commesso nessun reato. Ognuno e' libero di credere a quello che vuole, purche' si rispetti la legge".
Poi c'è ancora qualcuno in giro, che continua a pensare che normare adeguatamente il femminicidio sia una questione politica, al limite elettorale, e non una necessità impellente? Senza demagogia sia chiaro, i dati raccolti dalla Stampa parlano chiaro: sarebbero già cento le donne uccise dagli uomini dall'inizio del 2013.  

Nota: scrivo questo post con la piena consapevolezza di un metodo giornalistico ormai consolidato. E cioè seguire la notizia, possibilmente cavalcando l'indignazione del momento. Come dire per essere più chiaro? Se si parla di femminicidio e ci si arrabbia davanti a certe cose e si presta attenzione ai fatti che ne sono coinvolti, allora le notizie che ci girano intorno sono tutte buone. In base al feedback: è così, ci siamo arresi a questa prassi delle notizie alla moda, che per certi aspetti - puramente commerciali - può anche avere una sua logica. (Chi vende deve vendere, che siano notizie o salsicce: dunque se piacciono certe notizie allora vendiamo quelle, come il macellaio fa le salsicce insipide, perché il sale fa male e siamo tutti a dieta e un po' salutisti, per venderle meglio). L'argomento l'ho sentito tirare in ballo con le mie orecchie: si articolava una specie di tesi secondo cui adesso le questioni legate ai maltrattamenti sulle donne "vanno di moda" e perciò se ne parla tanto nei media e ci si fa politica. Può anche essere vero, se quell'"essere di moda" significa stare al centro del dibattito - così come può essere giusto e qua spesso se ne parla, l'aspetto sensazionalistico ritagliato dai giornali. Ma ciò non toglie, che i fatti avvengono e quelle cento persone - persone = esseri viventi - non ci sono più. Poi andate a dirlo a loro, se il femminicidio è una moda, politica o giornalistica che sia.

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