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giovedì 1 agosto 2013

Si può fare?

Oggi riprendono in Senato i lavori delle commissione Bilancio e Affari Costituzionali: si discute del decreto n.69 del 21 giugno 2013, più noto come "decreto del fare".

Provvedimento abbastanza importante, come ricorda la Stampa, in quanto "accoglie le raccomandazioni rivolte all’Italia dalla Commissione europea il 29 maggio 2013 nel quadro della procedura di coordinamento delle riforme economiche per la competitività (”semestre europeo”)".

Il decreto in questione è composto da 140 articoli, che sono tanti - una specie di "milleproroghe" - ma sono niente in confronto ai 998 emendamenti presentati dai vari partiti politici. Tutti, sia chiaro.

Il decreto "del fare" (scade il 20 agosto) è stato appena trasmesso al Senato dove le commissioni interessate devono chiudere la pratica entro la settimana per poi affidare il testo all'aula - che ha già prenotato tutti gli spazi da lunedì al 9 agosto.

Ma il rischio di un nuovo passaggio alla Camera, in caso che palazzo Madama dovesse modificarlo, è molto alto.

Tutto entro venerdì prossimo, data di chiusura dei lavori parlamentari - per ferie.

Intanto slittano a settembre  - se va bene, come al solito - le discussioni sulle riforme costituzionali (legge elettorale). Il Ddl contro l'omofobia, la legge sul voto di scambio politica-mafia, e soprattutto il finanziamento pubblico ai partiti, sono invece roba che resta sospesa fino a data da destinarsi - partiranno in settimana le discussioni generali alla Camera, per arrivare forse al voto tra 8 e 9 agosto.

È davanti a certe cose - lo tsunami di emendamenti che rubano spazio e tempo ad altro -, inutili, stupide, inique, disutili, infruttuose, sconvenienti, svantaggiose, che poi uno non trova più argomenti per combattere l'antipolitica.

E dire che di solito m'impegno.

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