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venerdì 9 agosto 2013

Grillo su Renzi gioca con la memoria

Dice Beppe Grillo sul suo blog - evidentemente ha pochi argomenti in questi giorni - che Matteo Renzi è il responsabile dell'attuale situazione italiana: il motivo sarebbe la colpa del non aver dato ordine ai suoi, divotare Prodi per la Presidenza della Repubblica, .

Scrive Grillo in un post sul suo blog
Può il giovane ebetino di Firenze Matteo Renzie, dimostrare che i suoi 55 parlamentari non hanno contribuito, dietro suo ordine, all'impallinamento di Prodi e quindi alla nascita del governo guidato di fatto dal suo amico Berlusconi o conferma questa vox populi?
Tanto per rinfrescare: Prodi alla quarta votazione per il Quirinale, raggiunse quota 395 preferenze. Ne erano necessarie 504 per essere eletto, dunque anche ammesso che i voti mancanti fossero quelli dei 55 renziani - ma quello c'erano, poi si dirà - la somma avrebbe raggiunto quota 450. Ne mancavano altri 55 per scavalcare il quorum.

Detto ciò, Grillo gioca come al solito - il populismo è fatto molto anche di questo - con la scarsa memoria degli italiani, e anche un po' con l'ignoranza e la superficialità. Tra quelli che hanno condiviso quel post - più di 900 tra Fb, Tw e G+, nel momento in cui scrivo - quanti, al netto degli invasati, si ricordano realmente come andarono i fatti?

Rinfreschiamo ancora: Renzi, dopo aver ampiamente annunciato già nei giorni precedenti al voto il suo no a Marini, aveva sponsorizzato il nome di Chiamparino salito nei primi due giri da 40 a 91 voti. Chiamparino era un nome quasi provocatorio - per quanto stimabile - utile per far vedere i muscoli. E d'accordo che di atti di machismo e mostre muscolari non dovrebbe esserci bisogno all'interno di uno stesso partito, ma questo è altro argomento - per il quale al volo, va ricordato il contesto delle primarie da cui usciva Renzi.

Molti raccontarono - per esempio Bertoloni Meli sul Messaggero, giornale "amico" di Prodi - che però la reale volontà di Renzi era quella di sponsorizzare e facilitare Prodi. Ne parlai qui. Anche su Repubblica uscì un pezzo - raccolto da Blitz Quotidiano - in cui Luciano Nigro scriveva che gli ambienti vicini al Professore, ce l'avevano con tutti nel Pd, salvando Renzi.

Renzi fece votare Prodi, perché era Prodi che voleva. E lo voleva, secondo molti, da tempo precedente a quei grotteschi giorni di votazione al Quirinale.

In questi giorni rispondono a Grillo diversi di quei 55, tra questi però quello che centra più il punto è Matteo Richetti, che in un tweet scrive:


Da parte di Grillo, poi riabilitare Prodi come l'uomo giusto - per me lo era davvero e lo dissi diverse volte ai tempi -, è giocare ancora su questioni di memoria e populismo.

Come se si potesse dimenticare quando lo incolpava di poca democrazia nella scelta dell'euro, o di quella volta che lo definiva un presidente del Consiglio "inesistente", e dei vari attacchi e bassezze, come quella in cui si chiedeva se aveesse preso il Prozac. E poi tutte le altre - c'è un'ampia bibliografia da consultare.

In tutto, per concludere, poi ci sarebbe da chiedersi: come mai se Prodi era il "migliore" il Movimento 5 Stelle non l'ha votato?




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