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giovedì 8 agosto 2013

Chi più ne ha


Minzolini: "Silvio come Mandela".
Santanché: "Silvio come Tymoshenko".
Sgarbi: "Silvio come Pasolini".
Il Giornale: "Silvio come Dante".

L'arringa di Francesco Perfetti, sul giornale della famiglia Berlusconi, passa da Dreyfus e torna a Tortora.
La verità è che, in molte oc­casioni, il marchio d’infamia collegato a una condanna, in particolar modo, alla carcera­zione, si è trasformato nel suo opposto,in un marchio d’infa­mia, cioè, per la condanna stessa e per chi l’emanò, per motivi politici o in spregio del­la legge. Due casi di errori giu­diziari, diversi fra loro e di epo­che diverse, lo confermano. Sul finire dell’Ottocento, nel­la Francia della III Repubbli­ca, il capitano ebreo Alfred Dreyfus venne accusato di spionaggio a favore della Ger­mania, processato per alto tra­dimento, degradato e condan­nato ingiustamente alla de­portazione. Passarono anni prima che la sua innocenza ve­nisse riconosciuta ed egli fos­se riabilitato. In tempi più re­centi, nel nostro Paese, negli anni Ottanta, il giornalista e presentatore televisivo Enzo Tortora, finì processato e con­dannato per reati gravissimi, associazione camorristica e spaccio di droga, cui era – la sua innocenza venne ricono­sciuta al termine di un lungo calvario giu­diziario – to­talmente estraneo. La magistratu­ra, in quella occasione, fe­ce una pessi­ma figura. Il problema del­la crisi della giustizia, e della ammini­strazione del­la giustizia, venne alla lu­ce in tutta la sua dramma­ticità. Senza, peraltro, che la classe politica riuscisse a risol­verlo.  (Il Giornale)

Update del 21 agosto. Grazie ad uno straordinario - come al solito - lavoro di @nonleggerlo (che aveva già raccolto quelli appena sopra), il campo è stato allargato, con un articolo sull'Espresso in cui ne ha messi degli altri, che arrivano fino alla confessione di Rotondi e Razzi: Dio.

Ecco tutto l'elenco completo.
"Silvio è come Nelson Mandela".
(Augusto Minzolini, senatore Pdl)

"Silvio è come Yulia Tymoshenko".
(Daniela Santanché, onorevole Pdl)

"Silvio è come Pier Paolo Pasolini".
(Vittorio Sgarbi)

"Silvio è una vittima, come Sandro Pertini".
(Lucio Barani, senatore Pdl prestato al Gal)

"Silvio è come Enzo Tortora".
(Il Tempo)

"Silvio è come Juan Domingo Peron, Kakuei Tanaka, Thaksin Shinawatra, Nelson Mandela, Yulia Tymoshenko, Aung San Suu Kyi".
(Libero)

"La leale difesa che la Santanché fa di Silvio mi ricorda Aldo Moro".
(Gianfranco Rotondi, parlamentare Pdl)

"Dopo la condanna di Silvio, l'Italia è come la Spagna franchista, il Portogallo di Salazar, la Grecia dei Colonnelli, i Paesi dell'Est comunista".
(Piero Sansonetti, Gli Altri)

"Silvio è un innocente perseguitato come Dante Alighieri, Silvio Pellico, Enzo Tortora, Alfred Dreyfus, Giovannino Guareschi".
(Il Giornale)

"Silvio è come Gandhi, Yulia Tymoshenko, Nelson Mandela, Recep Tayyip Erdogan, Václav Havel, Caio Giulio Cesare, i partigiani".
(L'Esercito di Silvio)

"Silvio non è come Craxi".
(Fabrizio Cicchitto, parlamentare Pdl)

"A Silvio la grazia come per il partigiano Moranino".
(Lucio Malan, senatore Pdl)

"Silvio come Socrate".
(Susy De Martini, parlamentare Pdl)

"Silvio e Marina come i Kennedy, i Bush, come l'India dei Gandhi, Nehru, Indira e ancora Gandhi, fino alla vedova di Rajiv, Sonia".
(Giuliano Ferrara, direttore del Foglio)

"Silvio è come Galileo Galilei con l'Inquisizione".
(Lucio Barani, senatore Pdl prestato al Gal)

"Silvio è come Yulia Tymoshenko".
(Osvaldo Napoli, Pdl)

"Silvio è come Yulia Tymoshenko".
(Lucio Malan, senatore Pdl)

"Per Silvio si faccia come con Valentino Rossi".
(Lara Comi, europarlamentare Pdl)

"Silvio e Marina come i Clinton".
(Daniela Santanché, onorevole Pdl)

"Silvio come Gesù Cristo".
(Gianfranco Rotondi, parlamentare Pdl)

"Silvio è il nostro unico Dio".
(Antonio Razzi, senatore Pdl)

"Il giudice Esposito invece è come Schettino".
(Giuseppe Esposito, vicepresidente dei senatori Pdl)
Per ragioni banalissime, la mia preferita è quella della deputata Susy De Martini.

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