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martedì 13 agosto 2013

Abbagli

Passavo di lì. Poche centinaia di metri da casa.

A Bastia non c'è mai gran vita, figuriamoci un lunedì sera, settimana di Ferragosto.
Ma per allungare un po' l'ora della nanna a Tea, si girella: che poi alla fine la sera parte la calura e si sta anche bene.

Passavo di lì, via Roma. Posto di blocco. Pattuglia di carabinieri.

Paletta. Tocca a una Peugeot cabrio grigia. Dentro due adulti e un ragazzina, facce pulite, brava gente, di ritorno da una sagra probabilmente - me li vedo con la norcina e l'arvoltolo con Nutella ancora sullo stomaco.

Ma la legge è legge e l'Arma è lì per farla rispettare: la luce del veicolo è fioca. Dev'esserci un fanale che non funziona. C'è la multa.

Ma prima si controlla.

Io, Dan e Tea, rallentiamo il passo - Tea smette anche di vocalizzare. La scena si preannuncia buona, attraversiamo la strada per sentire anche la conversazione - scelta che si rivelerà ottima - ché il video senza audio non ci basta.

È agosto a Bastia, e c'è poco da fare.

Stanno tutti schierati davanti al muso della macchina: padre, madre e figlia, carabiniere Uno - alto, fisico ben messo, con la giusta quantità di pancia, dirige le operazioni - e carabiniere Due - poco distante, più bassetto e tarchiato, che controlla il codice, cerca il cavillo, vuole la multa.

Le guardia sembrano un po' Mutt e Jeff per scendere nello stereotipo.

Tutti pronti, posti in prima fila - anche per noi, che rallentiamo spudoratamente e facciamo finta di fermarci a riflettere su una nostra discussione. Si provano le luci, allora: via con le posizioni e gli anabbaglianti. Neanche fossimo a timelapse, all'Opera House di Sidney.

Tutto bene, quelle vanno. Lampeggiamenti e frecce, indagine sospesa, si cerca altrove.

È il momento del gran finale: la luce col botto, tuono e fulmini: Uno si sente Raijin, e chiede di sparare gli abbaglianti. Dirige lui. Chiama il pilota.

Quello, da dentro la macchina non capisce, e allora Uno deve alzare la voce. È lui in regia, è lui lo Zeus bastiolo. Fuoco, lampi, lampeggiare. Ripete, paziente - nemmeno troppo - sicuro, secco, perentorio.

Dev'essere stato l'aumento di tono ad attirare l'attenzione, persa tra i codici, di carabiniere Due. Sensibile e simbiotico al collega, come fossero due gemelli, Hunahpu e Xbalanque.

Due alza la testa di scatto, esce dalla lepordiana posa ed entra in veste operativa: guarda il tipo minaccioso e urla seccato. "Abbagli!".

Gli abbaglianti funzionavano.

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