Nuova policy

Policy del blog, da qui a un tempo x

lunedì 22 luglio 2013

Oltre Delrio

Province: il Ministro per gli Affari regionali e le autonomie locali, Graziano Delrio, oggi in un'intervista alla Stampa, ne ha delineato il futuro.
Non è prevista nessuna elezione. Le Province altro non saranno che organi gratuiti nei quali i sindaci con più di 15mila abitanti e quelli rappresentanti delle unioni dei comuni più piccoli si riuniranno per pianificare alcune funzioni essenziali: gestione dei rifiuti, scuole, trasporti. A questi enti resterà esclusivamente la gestione diretta delle strade provinciali.
Su un aspetto, quella della non elettività delle cariche, sono completamente d'accordo. Sul resto, vado un po' oltre, anche se in linea.

Non è pensabile eliminare l'entità, in quanto raccordo intermedio tra lo stretto territorio comunale e la regione. Ma, perfettamente come dice Del Rio, va trasformato in un ente gratuito, dal punto di visto della gestione politica.

Nessuna elezione, nessun compenso. Partecipano alle riunioni, alle sedute, convocate con regolarità, i sindaci dei principali comuni e i delegati dei minori: al limite, e capisco che sia anche lecito, rimborso spese chilometrico effettivo.

Nessuna scusa: lo sai già, quando ti candidi a Sindaco, che è tra le tue funzioni presenziare a quelle riunioni. Presenziare, con meccanismi di controllo presenze, pena sanzioni per i sindaci meno virtuosi: sanzioni non personali ma ai Comuni che rappresentano, che è anche peggio perché su certe cose - i soldi e non altro, come si sa - ci si gioca il consenso.

Per ciò che invece concerne gli uffici, il corpo lavoro, si dovrà ovviamente provvedere ad una riorganizzazione. Non credo personalmente nell'affidare d'emblee tutte le attuali competenze ai Comuni o spalmarle alle Regioni. Credo comunque che occorra, seriamente, rivederle queste competenze.

Perché effettivamente spesso ci  si trova in mezzo alle solite situazioni ridondanti, dove su questioni nel cui merito si potrebbe pronunciare direttamente il Comune, serve il parere della Provincia che poi lo rimanda al comune e via dicendo che tanto lo sapete già.

Se per esempio si decidesse di affidare alle Province la gestione delle tematiche ambientali - come è già da diverse parti, come in Umbria - allora si dovrebbe farlo con serietà, senza l'ingombro di enti intermedi e satelliti.

Sembra demagogico e ripetitivo, ma a cosa serve che il parere della Comunità Montana o dell'Arpa o magari di qualche Consorzio, o anche addirittura delle Sovrintendenze, logisticamente messi così come sono? Ecco, una soluzione sarebbe proprio eliminare certe presenze, e poi snellire e accorpare tutto, con estrema serietà, nella Provincia. Che diventerebbe la sintesi di tutte quelle micro-compentenze di cui si sente voce in alcune conferenze di servizi: che costano di affitto degli uffici, utenze e benefit.

Ovviamente gli impiegati sarebbero completamente tutelati: l'aumento di volume di lavoro, giustificherebbe il riutilizzo di questi - anche qui ci sarebbe da vedere l'effettiva efficienza, ma è un altro discorso - per altro già formati e preparati nelle loro competenze specifiche.

Così si libererebbero strutture: sia fisiche, i palazzi dove sono contenuti gli uffici, sia amministrative.

Per come la vedo io dunque, riformare le Province non significa eliminarle. Significa lavorare su due piani: il primo, politico, che riguarda l'abolizione dei posti elettivi, trasformandole in camere di incontro, discussione e proposta. Camere dei Territori. Il secondo funzionale, accorpando nelle strutture delle province, tutti quegli enti che operano a contorno su competenze spesso analoghe a quelle provinciali.

Al posto di svariati uffici, ognuno con propri indirizzi e tempi operativi, ce ne sarebbe soltanto uno - in Provincia, appunto - che tratta quell'argomento specifico in modo completo ed esaustivo, senza la necessità di ulteriori pareri. L'istruttoria delle pratiche, in più, avverrebbe a "chilometro zero", favorendo sussidiarietà  interna, la concertazione, la discussione e la risoluzione dei problemi. Parlo di sogni e utopie forse: ma non sarebbe bello se per una pratica in cui hanno voce diversi uffici adesso di uno stesso ente - per come vedrei io la riforma -, ci si metta seduti intorno ad un tavolo esaminandola a 360° e alzandosi con l'approvazione - o il diniego, per carità - senza ulteriori chiacchiere e procedure?

Snellire e rafforzare l'operatività: togliendo solo il peso degli scatoloni, preservandone i contenuti.

Questo è un buon modo per riformare le Province, a mio avviso. E così, per di più, si andrebbe anche a rastrellare il campo da quei massi pesanti di tutti quegli enti - dal costo anche politico - che diciamocelo chiaramente, sono un po' superflui, se messi lì in modo indipendente.

Nessun commento:

Posta un commento

Commenta quel che vuoi o come vuoi. Ma cerca di mantenere quella che i più fighi chiamano "netiquette" e che qui chiamiamo "buon senso". Se poi riesci a dire anche qualcosa di intelligente, meglio.
Grazie