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venerdì 12 luglio 2013

I primi effetti di quel discorso di Obama

Sono passati pochi giorni dallo speech sul clima di Obama davanti alla sudante platea della Georgetown University.

Si era detto che quelle parole non sarebbe volate al vento, anche perché tutti raccontano che c'era un'afa terribile. Dopo le accuse in patria di fare la "guerra al carbone" senza curarsi delle conseguenze che questa avrebbe comportato, arrivano anche i primi buoni risultati.

È una nota della Casa Bianca, diffusa ieri da The Hill - il giornale di Washington che si occupa quasi esclusivamente del Congresso - a parlarne.

L'amministrazione avrebbe avviato un tavolo di concertazione con la Cina - Stati Uniti e Cina sono i principali produttori di emissioni nel mondo. La cooperazione bilaterale si incentrerebbe sugli sforzi per ridurre le emissioni di carbonio dei veicoli pesanti e la tecnologia di stoccaggio del carbonio, ed è stata inoltre richiesta una cooperazione estesa per l'efficienza energetica, la raccolta di dati sui gas a effetto serra e la diffusione di tecnologie "smart grid" per l'energia elettrica.

Todd Stern - inviato speciale per il clima del Dipartimento di Stato - ha detto che hanno partecipato tutte le principali figure interessate alla sessione di Dialogo Strategico ed Economico Usa-Cina: segretari di Stato, Energia, Ministero del Tesoro, trasporti e servizi di Commercio.

Nell'incontro di mercoledì, non si è parlato comunque di obiettivi e quantità, ma una nuova riunione è fissata per ottobre.

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