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giovedì 11 luglio 2013

Chiamiamolo leader e facciamola finita

Ho scritto un nuovo post per Leopolda, il think tank renziano di Europa.
Ho parlato di un'ipocrisia che, viste le circostanze attuali e la richiesta di modernità che si portano appresso, dovrebbe essere superata.

La questione è quella del leader e del premier: o se volete di leadership e premiership. Questione su cui a mio avviso non c'è nulla da discutere, soprattutto #adesso, e francamente non ce n'era nemmeno ai tempi, quando nel 2007 si decise. Inutile dire da che parte stavo.

Ma siccome la rincorsa a ricorsi storici, è un'altro degli hobby del Pd - che forse sarebbe meglio chiamare hobbit, nel senso di halfling come sono quelli che rincorrono, ma lasciamo stare che è meglio - allora vale la pena tornarci, con quella modernità che serve.

C'è una proposta in quel post: usiamo nomi diversi: nelle parole spesso si nasconde la verità. Distinguiamo il leader dal segretario e pace fatta. Come? Come fanno in ammmmmerica!

Link:
- Senza leader premier non è Pd

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