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giovedì 13 giugno 2013

Un'idea

Ho letto e condiviso l'intervista che Rudy Francesco Calvo ha fatto a Giorgio Tonini pubblicata ieri su Europa.  Full disclosure: è indubbio che Tonini, neoeletto vicepresidente dei Senatori Pd, sia persona vicina alle mie idee, sia umane, civili che politiche.

C'è un passaggio che secondo è molto importante, perché poco se ne parla, e invece. Alla domanda di Calvo, "Siete stati troppo subalterni al governo Monti, come lasciano intendere gli autori del documento?" (il riferimento è al documento precongressuale dei Bersaniani) Tonini ha risposto:

L’Italia ha bisogno di ridurre il debito e il deficit, che rappresentano una nostra debolezza strutturale. Certo, le riforme sono spesso costose, a tratti anche recessive, ma agli interventi duri a livello nazionale deve accompagnarsi una leva europea per favorire la crescita. Oggi l’Italia può rivendicare la necessità di interventi dall’Ue proprio perché ha fatto i “compiti a casa”. E il Pd, a sua volta, dovrebbe rivendicare con più forza il fatto di aver messo le basi con il governo Monti per consentire l’uscita dalla procedura d’infrazione.
Ecco, quell'inseguire Berlusconi (ancora?) sull'evidenziare continuamente il male che il Governo Monti ha rappresentato, è stato assurdo - velatamente populista come mai vorrei - fin dalla campagna elettorale. E continua ad esserlo ancora. Per primo perché del tutto male non è stato, visto anche quel che Tonini stesso ricorda. E poi perché quel governo di tecnici, aveva il continuo avallo politico di una maggioranza composta da partiti, di cui il Pd faceva parte e anzi di cui il Pd con ogni probabilità era la forza trainante. E starebbe come a dire, che pur di evitare di confrontarsi con gli errori commessi - e ce ne sono stati, sia chiaro -, si buttasse nel dimenticatoio quel che di buono s'era fatto: per comodità, per pigrizia. E questo, a mio avviso, non è serio. Per di più di quello stesso genere, è la maggioranza che quella che regge l'attuale governo, guidato proprio dal Pd.

Questo non assumersi le responsabilità, nel bene e nel male, della propria esperienza, questo restare sempre all'interno della propria comfort zone, questa continua remissività, questa mancanza di autodeterminazione e di autostima: è in questa roba che si dovrebbero cercare i motivi delle sconfitte. Perché è roba del genere che presta il fianco a chi il populismo lo beve come il latte a colazione. Anche perché poi, nella lettura di Grillo, per esempio, il male del Governo Monti sta parecchio in quell'accoppiata di sostegno (Pdl e Pd-L come dice lui), e far finta che quell'anno e mezzo non sia esistito non credo sia la soluzione: visto come stiamo messi adesso, poi.

Adesso serve coraggio.

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