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domenica 16 giugno 2013

Macché bellezza!

Credo e lo credo un po'con dispiacere, che questa storia che sta iniziando oggi, sia un po' l'atto che segnerà definitivamente la deriva del Movimento 5 Stelle.
Mi riferisco alla questione che si è aperta alle ore 17:35 odierne tra Beppe Grillo, padre padrone e censore del Movimento, e Jacopo Iacoboni (che è un bravo giornalista de La Stampa, uno di quelli che sono bravi davvero).

Tutto gira intorno a questo articolo apparso oggi su La Stampa, appunto, in cui la colpa di Iacoboni (l'autore) sarebbe stata quella di riportare affermazioni di alcuni parlamentari grillini (per lo più senatori) vicini a lasciare il Movimento. È cosa che da un po' che se ne parla, più o meno da dopo le minacce di epurazione sul caso Gambaro, e quindi non si tratta di scoop o novità assoluta. Per di più, Iacoboni è giornalista bravo e attento e su certe cose, non crea sicuramente di fantasia.  Anche perché, poi, quando nel 2007 Iacoboni intervistò Grillo per primo e quando lo intervistò quell'altra volta un mese esatto fa, bhe sì, insomma, era anche bravo, via. Ma del merito non so, è l'intorno significativo il problema.

L'aspetto più inquietante è di sicuro il titolo: quel "La stampa fa schifo" suona programmatico. Ho paura, che questo sia il passaggio determinante nella guerriglia di Grillo al mondo dell'informazione. Cosa che non mi interesserebbe poi troppo, se non credessi anche che con questo stesso passaggio con ogni probabilità si segnerà anche una sorta di evaporazione, conseguenza del continuativo arroccamento difensivo aprioristico, a cui ciò sta portando.

Perché di tutto questo, il male sarà per tutti; ché in fin dei conti, per quanto criticabile, e a volte a mio avviso anche deprecabile, situazioni - Dio non voglia, che mi esca un "partito" - come il Movimento 5 Stelle sono per molti aspetti anche un bene per l'Italia. Ma lo sono (o lo sarebbero) - e lo è (e lo sarebbe) -, fin tanto che riescono a mantenere un senso, o anche un buonsenso.

Prendersela con tutti i giornalisti perché sono nemici, perché "stanno con loro", e ancora prima creare quel malanimo così acre tra i "noi" e i "loro", è quanto di più scellerato fatto Grillo. Ne pagherà le conseguenze - e le sta già pagando - lui, ma purtroppo, e lo dico sinceramente, ne pagherà le conseguenze anche l'Italia.

E tutto questo, un senso non ce l'ha.

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