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mercoledì 5 giugno 2013

In Uk non si scherza sull'immigrazione


Oggi Nigel Farage ha commentato le parole di John Bercow - lo speaker della Camera - senza troppi giri di parole, come è suo stile. Ha detto che Bercow "è una disgrazia, una vergogna alla carica di speaker".

Il perché è da ricercare in un discorso che Bercow, in visita al parlamento romeno la scorsa settimana, aveva ripreso morbidamente il dibattito politico britannico sulla revoca delle restrizione europee sull'immigrazione di cittadini romeni e bulgari. Praticamente, oltre ad aver sottolineato la modesta entità dei flussi, si era lasciato sfuggire qualcosa sui vantaggi. In particolare aveva detto che "in molti casi sono venuti con attitudini e un impegno, un coinvolgimento che non abbiamo sempre visto nella nostra forza lavoro".

Ma nel paese del working class hero non si toccano i lavoratori - soprattutto quelli manuali. Infatti, al di là dell'ampio campo per il gioco di Farage e del suo populismo che spesso abbraccia lo sciovinismo, è stato uno dei portavoce di Bercow a mitigare la questione, dicendo che quello del presidente della Camera era un discorso di convenienza, detto per essere gentile verso i padroni di casa.

Senza ipocrisia: in Inghilterra si difendono gli inglesi, prima di tutti gli altri. Unico modo per permettere l'integrazione e la perfetta - o quasi - coabitazione in quella assoluta società multietnica. Per me la ragione ce l'ha Bercow, e il riscontro c'è anche qui da noi: ma non è tanto questo, ma il modo con cui si difendono certi aspetti sociali, che fa riflettere.

E niente a me è venuta in mente 'sta canzone.




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