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martedì 4 giugno 2013

As...as

Occhio che Nigel Farage è uno che non scherza. 
Ha fatto secco il nostro - si fa per dire! - Borghezio dal gruppo al Parlamento Europeo. Erano tutti e due nel The Europe of Freedom and Democracy GroupEFD, roba euroscettica, non proprio chierichetti, ma non hanno retto alle dichiarazioni del nostro eurodeputato sulla nomina della Ministro Kyenge.

Farage l'ha espulso dal gruppo (lui è il presidente, hanno votato ieri), motivazione: le sue "dichiarazioni sono ripugnanti e di stampo razzista".

Riflessione: Farage ha davanti a sé un partito in crescita, che ha raggiunto e captato un quarto di elettorato britannico alle ultime elezioni locali. Elettorato proveniente soprattutto dall'area conservatrice, che adesso cerca di recuperare lo strappo accusando l'Ukip di razzismo e di amicizie xenofobe. La cacciata di Borghezio è, tra l'altro, un metodo per dimostrarsi puliti davanti agli occhi dell'opinione pubblica e contro le insinuazioni Tories. 

Ampliamento della riflessione: quanto simile è la situazione di Farage che si libera di Borghezio, con quella di Grillo che scarica Rodotà? Molto, sono entrambe necessità di affermare la propria identità, l'identità del movimento, libera da zavorre estremiste e novecentesche. Necessità prioritaria, se si vuole evitare l'appiattimento sulla situazione circostante.


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