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domenica 7 aprile 2013

Pontida ormai

C'erano tempi in cui dopo il raduno di Pontida dedicavo un bel po' di righe in questo blog con tanto di riflessioni e approfondimenti (qua per esempio). Ché era roba che m'interessava.
Ma adesso diciamoci la verità, il raduno annuale che la Lega fa a Pontida, ormai è diventato una cosa tipo il compleanno dello zio vecchio e vedovo. La famiglia si riunisce, parla di altro, lo zio nemmeno se lo fila nessuna. Si mangia roba buona e fatta in casa. Lo zio è sempre là, a capo tavola, gli passano solo lo stretto necessario. Il resto, pancia mia fatti capanna, per gli altri.Una cravatta che non metterà mai, una scatola di Toscanelli e una bottiglia di Vecchia Romagna, tra i regali.
Poi arriva al torta, si stacca l'ossigeno allo zio, che tira una gran fiato per spegnere quell'unica candelina - gli anni sarebbero troppi e il respiro troppo corto, per essere fiscali. Poi, ringalluzzito da quel petto gonfiato, lo zio comincia a parlare di quella volta e di quell'altra, finché la voce non viene meno e qualcuno corre a riattaccare il tubicino.
E di nuovo, dopo aver rimesso il vecchio al suo posto con la sua lauta fetta di dolce alla panna, tutti tornano a chiacchierare. L'atmosfera si scalda soltanto quando uno dei nipoti rivendica una qualche preferenza sull'eredità. Discussione che s'anima e s'accende con la stessa velocità con cui si spegne appena arriva il moscato d'ordinanza: non val mica la pena di discutere per qualche spicciolo.

Nota di lettura: non confondere lo zio con Bossi, lo zio è proprio tutto il movimento leghista, éh!?

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