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venerdì 5 aprile 2013

La penso così

A scanso di fraintendimenti, scrivo qui come la penso, sull'evolversi della limosa situazione politica italiana.
Lo dico adesso, perché è probabile che in questi giorni scriverò delle cose, che potrebbero essere travisate (e lo dico anche perché la complessità del ragionamento è facilmente opinabile).
Penso che:

- Matteo Renzi doveva vincere le primarie al posto di Bersani. Lo credevo anche prima, infatti l'ho votato, anche se Renzi non mi ha mai innamorato e non sono mai stato un entusiasta. In mezzo all'etichetta "old way" di questo blog, ci sono cose che ho scritto su come vedevo Renzi in tempi non sospetti, ma in questo momento non ho voglia di cercarle.
- il Pd sia indiscutibilmente davanti ad un bivio: o governo col PdL oppure elezioni. Il caso frondisti siculi del M5S  è limitato e ristretto numericamente.
- gli otto punti del Pd sono roba buona: forse da mettere in soffitta per la prossima volta, ma sono roba buona.
- in Italia ci sia bisogno di stabilità e governabilità: vera, senza equilibrismi parlamentari.

Ma credo anche che:

- Matteo Renzi sbaglia ad alzare i toni, soprattutto perché può scoprire il fianco a chi non aspetta occasione per sferrare qualche colpo basso. Il titolo di oggi de L'Unità è un esempio.
- spaccare il Pd non è una buona strategia, soprattutto in questo momento, in cui alle prossime - eventuali - elezioni sarà il partito che dovrà sostenere Renzi stesso. Un leader solo, non serve.
- gli otto punti del Pd, sono attualmente inattuabili, perché per farlo serve un governo alle spalle, e che sia forte.
- il Pd non deve fare un accordo di governo con il PdL.
- vorrei che si tornasse di nuovo alle elezioni, appena possibile (cioè dopo la scelta del Capo dello Stato) e dopo aver sistemato la legge elettorale (attraverso un qualche governo provvisorio, molto simile a qualcosa di tecnico o di istituzionale e poco di politico). Diciamo tipo verso novembre-gennaio prossimo.


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