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martedì 30 aprile 2013

La mamma dei cretini

Non sono io che devo deciderlo, ma con ogni probabilità quello che é successo domenica (il 28 aprile) al Festival del giornalismo di Perugia é stata la cosa più stupida di questa primavera. E, come conterraneo, aggiungo che provo anche un po' di vergogna nel ricordarla.

Mi riferisco alle contestazioni nella splendida cornice di Sala dei Notari, che hanno avuto come obiettivo Yaoni Sánchez. La dissidente blogger cubana anticastrista, di Generacion Y, che da poco tempo é tornata libera di girare il mondo per l'addolcimento delle politiche del regime, era ospite al #ijf13. Appena prima dell'inizio del suo intervento é stata contestata da un gruppo di filo-castristi perugini.

Esatto, non é uno scherzo: ci sono dei filo-castristi a Perugia. Non vedo niente di più stupido, non scherzo. E non so se vergognarmi di più per dei conterranei che non capiscono il valore della libertà e che si trovano ad affiliarsi ad un regime dittatoriale. O per il circo mediatico internazionale che si é scatenato dopo. Propendo per la prima, perché é questione di contenuti questa qua.

E la cosa peggiore, é che certa roba non é successa a Cuba, appunto, dove magari qualcuno può avere ragioni a difendere con più o meno moderazione, l'interesse del regime. No: tutto questo é successo in Umbria, il cuore verde d'Italia, lontano migliaia di chilometri e svariati altri spazi dalla realtà del caribe.

Per quel che conta, mi sento in dovere di scusarmi per tanta stupidità. Forse scaldata dai primi mojito stagionali bevuti sulle scalette del centro. E forse basta questo, qualche canna e una maglia del Che per pensare alla rivoluzione, mescolando tutto in un gran casino storiagrafico ed ideologico.

In tutto questo, la reazione migliore é venuta proprio da Sánchez quando impassibile alle contestazioni, ha risposto che anche in patria é così, solo che là "non ha libertà di replicare". Ecco, appunto.

Scusateci, voi tutti.

Link

- tutti i video della contestazione li trovate qui

p.s. Quello che ho scritto é indubbiamente un'opinione. Quello che é successo un fatto. Per onestà intellettuale occorre che io dica anche che dietro a quelle contestazioni, ci sono altri fatti: fatti che compongono la costruzione di un'opinione piuttosto controversa su Yaoni Sánchez da parte di una buona fetta degli osservatori internazionale. Non entro nel merito, anche perché la questione é piuttosto complessa, e gira intorno alla vicinanza un po' troppo prossima della bloggere cubana con ambienti di un certo tipo di destra, legati anche ad un certo tipo d'interessi. L'ho detto in modo generale, perché preferire che chi cercasse un maggiore chiarezza, legga questo post diGnnaro Carotenuto che fa un po' il punto sulla questione. Quel che penso su certe cose può trapelare da quel ho scritto sopra, ma ciò non toglie che comunque andavano dette.
Ciò nonostante, continuo ovviamente a pensare tutto il male del mondo sulla stupida contestazione al festival del giornalismo, su quelli che "i nemici del popolo" e più che altro sui  castristi tartufati. 




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