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mercoledì 10 aprile 2013

David va via. (Matteo resta?)

Riporto integralmente una passaggio dell'articolo che ho scritto per qdRmagazine la scorsa settimana.

È successo in questi giorni: David Miliband ha annunciato le sue dimissioni. È volato a New York, dove presiederà l'International Rescue Comitee.
Vero che il collegio di South Shields, nella Tyne and Wear, non è il posto dei sogni; e vero pure che la dimensione internazionale era quella naturale, per il suo ruolo politico. Il calcolo e gli equilibri che ci sono dietro, però, sembrano cosa più grossa: ma sono tutto affar loro. Abbiamo già guai paesani, non prendiamoci anche quelli d'oltremanica.
È però guardando questo nuovo atto dello scontro fraticida tra i Miliband, che mi è sembrato di vedere specchiata la situazione del Pd nostrano.
Un partito - il nostro come il loro - alle prese da sempre con il posizionamento socialista o liberale. Là vinse Ed, il socialista dei due: qui pure, in fin dei conti.
Ma qua da noi, il problema – ahimé! – non è mai stato centrato sulla profonda discussione di orientamento politico ideologico: che innalzerebbe il tono del discorso fino alle ragioni filosofiche dell'esistenza dem. Qui da noi la questione è più terrena. Più fisica che metafisica. E questo duole, rammarica e rattrista.
Ci risiamo.

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