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martedì 16 aprile 2013

Che poi quasi dimenticavo

Il giorno dopo la morte di Chavez, scrissi un post che diceva che il Venezuela non è, eufemisticamente, il paese del Bengodi. Fui attaccato da compagnie e frequentazioni ascrivibili a quel certo tipo di sinistra di cui parlavo proprio nel post. Quella sinistra che sogna ancora una qualche applicazione del socialismo: in modo confuso è vero, ma sogna.
Premesso che ho fatto mio come mantra vitale, quel che disse Lord Henry a Basil: "solo chi è intellettualmente perduto, discute", vorrei far notare un dettaglio sul quale ho riflettuto ieri e che poi m'è sfuggito.
Maduro, il delfino di Chavez, ha vinto le elezioni tra le proteste, seguite da manifestazione in piazza e scontri. Ha ottenuto appena il 50,7% dei voti, contro il 49.1% dello sfidante Capriles. Affluenza in calo, intorno al 70% [dato da confermare], frontiere bloccate, impediti i voti dall'estero, denuncia di brogli e via dicendo.
Questo per dire, che se Chavez fosse stato un leader così tanto ben voluto, magari i numeri sarebbero stati diversi, visto che Maduro è l'erede designato (da Chavez stesso) del chavismo.

Ma vabbé!

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