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venerdì 15 marzo 2013

Non era questo che intendevo

È abbastanza ovvio, che oggi non si risolverà niente sull'elezione della seconda e terza carica dello Stato.
È abbastanza ovvio, quanto possa essere scettico sulla reale capacità di occupare un certo tipo di ruolo, da parte di qualcuno del M5S. Poi se considero che - in particolare il Presidente della Camera - certi ruoli sono ruoli tecnici, in cui conta l'esperienza politica e parlamentare, quello scetticismo si trasforma in paura.
Apro rapida parentesi sulla questione del "ruolo tecnico": il Presidente della Camera "sovraintende ai questori" (art.8 comma1 del regolamento), e i questori sono coloro che predispongono il bilancio e il conto consuntivo, si occupano delle spese insomma di quel ramo del Parlamento. Uno del M5S su quella sedia, sarebbe di sicuro un segnale verso un ridimensionamento di spesa, è vero. Ma serve anche altro. Chiusa parentesi.
Ma la paura vera, altrettanto abbastanza ovvia, sta tutta intorno al Pd. In particolar modo, penso a quel fronte che voglio esagerare definendolo reazionario, ma quanto meno anacronistico. Mi riferisco a D'Alema e Veltroni (con i rispettivi fidi Latorre e Verini), Letta, Fioroni, Bindi e Franceschini. Gente che auspica un accordo con qualcuno alla loro destra, intendendo pezzi di Pdl o magari Lega. Circostanze catalogabili tra i "disturbi sociali", che qualsiasi anche tra i meno attenti osservatori, può invece etichettare come inciucio - lo dico così, in modo greve, ma tanto lontano non vado. La perpetrata volontà di risolvere le cose con passaggi oscuri, misteri e accordi di Palazzo, spartizioni di posizioni di potere, tradimenti elettorali e ideologici, riscossioni e cessioni di parti di quella torta: ecco è proprio questo che la gente - la gentocrazia dominante, che sta facendosi largo in questo paese - ha voluto combattere dando quel voto a Grillo. Continuare in questa strada, è forse la più stupida delle soluzioni, e lo dico non senza delusioni: soprattutto per Letta.
E voglio sottolineare che non era questo, non poteva essere nemmeno vicino a questo, quello che intendevo quando chiedevo al Pd di diventare più liberal e meno socialista. 
  

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