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lunedì 18 marzo 2013

È la realtà, bellezza

Grillo dopo l'anatema di ieri contro il voto a Grasso, continua ad accusare quelli del M5S che non hanno seguito il suo indirizzo. Oggi su Twitter ha scritto:
"Se i senatori M5S avessero deciso di votare a maggioranza Grasso e tutti si fossero attenuti alla scelta, non vi sarebbe stato alcun caso."
Da qui in poi, ma forse anche da prima, si aprono le seguenti riflessioni:

- Grillo non ha esperienza di circostanze come quella di sabato, né è mai stato (lui come nessuno dei suoi) in un consiglio, nemmeno di un remoto paesino. La realtà è diversa da quella che si pensa: la realtà si vive e quando si vive, certe volte va diversamente da quel che una aveva in mente.

- Il ruolo di Grillo stesso, è un'anomalia: non può professarsi un semplice portavoce, se poi di fatto detta le linee politiche e se la prende con chi non le rispetta. Ed una questione di realtà dei fatti.

- Scegliere tra Grasso e Schifani, al di là della linea politica, può avere anche un significato etico al limite. E l'etica, è personale e la scelta pure. 

- L'art.67 della Costituzione Italiana esiste e serve per garantire la libertà d'espressione ai membri del Parlamento. Il legame tra elettore ed eletto, ricordo, è garantito dalla responsabilità politica e non dal vincolo di mandato.

- La responsabilità, appunto. 

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