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domenica 17 marzo 2013

Due cose che non ho detto su Pd, sinistra e Berlusconi

Scrivo questo post, mentre aspetto l'esito del Ballottaggio all'elezione del Presidente del Senato. Ma non lo pubblicherò adesso, ma domani (che poi sarebbe oggi per chi legge), perché tanto il risultato non cambierà le sorti di quel che sto per dire.
Durante questa settimana, sono successe due cose importanti, forse un po' sottovalutate, perché l'attenzione era focalizzata altrove - vedi Conclave e insediamento neoparlamento. Due cose sulle quali avevo pensato di scrivere relativi post, ma poi ho mollato l'idea, perché avevo visto in giro che qualcuno l'aveva già fatto. Sia chiaro, non è che pretendo l'esclusività delle opinioni, ma evitare la ridondanza è coscienza propria.
Poi, ho deciso che comunque valeva la pena, perché sono in linea con un filone di critiche che sto muovendo - in questo periodo - al Pd (ed alla sinistra italiana in genere): l'antiberlusconismo anacronistico, che ho provato a delineare in modo soft già in qualche altro post (per gli interessati, qui e qui, per esempio).
La prima cosa, riguarda la lettera spedita da Napolitano a Repubblica, in merito all'articolo di Giannini. C'è un passaggio sul quale Francesco Costa ha scritto un post e sul quale anch'io avevo fissato la mia attenzione. Dice Napolitano, con riferimento implicito all'antiberlusconismo (di maniera):
"...tendenziosità tale da fare il giuoco di quanti intende colpire..."
Che è tutto quello che serve per raccontare vent'anni di sinistra italiana - atteggiamento al quale anch'io spesso ho ceduto - e per capire quanto scarso è stato il frutto e che "adesso" è il momento di smetterla. E non vedo la necessità di aggiungere altre spiegazioni.

Seconda cosa (ci ha scritto un post Peppino Caldarola), riguarda quell'assurda uscita di Migliavacca (portavoce di Bersani), che mi ha fatto andare di traverso il pranzo (forse era la cena? ndEm) e che poi senza smentite autorevoli è automaticamente diventata posizione ufficiale, non personale - quindi non di un singolo ma del partito - sui processi di Berlusconi. Essere favorevoli a votare la richiesta d'arresto di Berlusconi, ancor prima che la magistratura la abbia avanzata, ancor prima di leggere le carte processuali, è assurdo. Ed è anche stupido. E fa il gioco del Pdl. E a me crea anche un po' d'inquietudine, perché gli arresti degli avversari politici richiamano sempre alla memoria climi molto meno democratici - e mi si passi la considerazione iperbolica, perché so bene che non è questo il caso.

C'è ancora un'assurda metodologia che si fonda sul continuare a battere contro berlusconi - antiberlusconismo di maniera è una buona definizione - che non solo non ha portato a niente (guardare i risultati elettorali), ma che non porterà a niente in futuro. E che a tutti gli effetti, può rientrare nei casi di confirmation bias del Pd. 
Mi rincuora solo sapere che Renzi la pensa come me, e anche da tempo.
  

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