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venerdì 1 marzo 2013

αίμα

Che poi vuol dire sangue, per quelli come me che non hanno studiato greco.
Che poi la Grecia torna di moda, perché senti tanti che fanno i saputi dicendo "si fa la fine della Grecia", ma poi ci sono quelli, più profondi e conoscitori delle questioni del mondo che dicono "no! noi non saremo mai come la Grecia!".
Ma che vuole dire 'sta Grecia. Che vuol dire fare la fine della Grecia?
Per esempio vuol dire non avere i soldi per pagare 4 milioni di Euro alla Svizzera, che è il principale fornitore di sangue, plasma, per i greci. E mi sembra giusto dirlo, dopo che son passati un paio di giorni, dove ho speso tempo a disegnare scenari politici vari.
Quattro milioni di Euro sono una cifra misera per uno Stato, di cui è razionale pensare che molti italiani addirittura dispongano personalmente. Ma quando si fallisce la situazione è questa. 
A questo punto, perché non pensiate che sia scandaloso che si paghi il sangue va detto: il sangue è gratis, non costa, come è ovvio. Costa il sistema di comunicazioni e di persone, necessario per portarlo dalla Svizzera alla Grecia. E per intenderci, non è che la Grecia sia semplicemente irresponsabile: c'è un problema sanitario dietro che si chiama talassemia e che impedisce a chi ne è affetto di donarlo. 
E, allora, non c'è nemmeno da dire "cancella il debito": non si tratta di debito, si tratta di un costo, che è diverso da un debito. È quello che serve per pagare gente e strumenti, la logistica come si dice, per fare un servizio. Che nessuno vorrebbe pagare perché è un servizio fondamentale: il sangue serve per vivere. E in questi casi, è lo Stato che mette i soldi. Funziona così, di solito. Anche senza troppo assistenzialismo.
Dunque, spero per noi, che nessuno possa arrivare, il giorno prima di un'operazione chirurgica, a doversi chiedere con quella solita superficialità, che significhi "fare la fine della Grecia".



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