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martedì 15 maggio 2012

Giro di Talia

La minima sta intorno ai 6/7 gradi Celsius. 
Giornate strane queste. Giornate in cui si pensa molto e si conclude anche molto. Ma non si conclude quello a cui si pensa: semmai questo è il problema. 
La capacità di essere un campione di progetti (realizzabili) non realizzati, sta assumendo dimensioni assolute. Sono un po' triste: senza grossi motivi. Quei tipi di tristezza che ci sono e basta, senza che per forza abbiano un'etichetta, una didascalia, una spiegazione. Passerà, come quei ciclisti che arrancano sulle salite, per godersi le discese che ci sono dopo. 
Comunque a me le discese spaventano. Perché finché sei in salita, tutto scorre più lento. Tanta fatica, muscoli tesi, spasmi, rigurgiti: ma c'è il tempo per controllare, per riflettere, per capire ed agire, per pensare.
La discesa arriva dopo, furba. Approfitta del tuo sfinimento, della necessità di rilassamento. Cala la tensione e boom! La discesa non riesci a controllarla: sei là, scendi, certe volte a precipizio, pensi che adesso puoi per un attimo allentare, perché in discesa "si va da soli". Ma invece no! Appena addolcisci la presa, appena molli solo un secondo, questa strada non ti perdona. E quei muri, duri e rocciosi, spigolosi, aspri, vicini e sempre allerta. La discesa sembra facile: ma è un posto per pochi. Solo alcuni sanno governarla. E ve lo dico così, in anteprima: non sono per niente sicuro che riuscirei a farcela, io. 
O forse sì? Forse sarei uno di quei grandi discesisti, quelli che sfrecciano come razzi e che calciano sui pedali la gravità.  Non so. Forse un giorno potrò provare anch'io.   
Per adesso mi godo il bello di vivere in salita: in fondo c'è più tempo per guardare il panorama. 

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1 commento:

  1. hai ragione!!!!della salita, che oltretutto e' inevitabile!ma vuoi mettere il gusto di una discesa a tutta velocita' con il vento che ti passa dappertutto....e poi il grande senso di liberta'???ciao!

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