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martedì 6 marzo 2012

In the right side

Sono nato a Bastia (cioè a dire il vero ad Umbertide, a qualche chilometro da Bastia, ma lì ho passato solo le prime 72 ore post-parto). Ridente, ridanciana, rinomata, ma anche risibile e ristretta - come il caffè, intendo -, cittadina umbra. Cuore verde d'Italia - l'Umbria, non di certo Bastia. Italia: il Bel Paese. Al centro del Mediterraneo, culla della civiltà. Comodamente adagiata ai piedi dell'Europa, dove si respira il profumo di agrumi, le gioie dei boschi e si vive da moderatamente vicino, il sapore dell'esotismo orientale ed africano. Ombelico del mondo: centro nevralgico, da sempre.
Qui da noi, a Bastia, non c'è mai stato nessun problema, ringraziando a Dio - o quel che voi chiamate o credete come tale. E a "nessun problema" appiccico l'accezione gergale: quella che intende dire, "si vive bene, anche di più, anche troppo". Qui c'è tutto: anche troppo - anche se non è mai troppo. Qui trovi le novità - in termini materiali - delle grandi città, da qui puoi comodamente muoverti per andare ovunque - grandi città comprese -, tutto candito dall'atmosfera semplice (termine orribile, che odio, ma che comunemente si usa, così lo metto anch'io. ndEm), decontracté, famigliare, al limite del bucolico, che un paese di un paio di decine di migliaia di persone può regalarti, solo in Italia. Per di più, poi, puoi aggiungere tutti i lati apparentemente negativi - ma che in fondo possono essere usati come vessillo di modernità, sviluppo, avanguardia, e cazzolunghismi vari - da cui la società contemporanea è travagliata: ansie, depressioni, vizi e amenità, depravazioni, squilibri, debolezze e bassezze umane. Non ci manca niente, per dire e per fortuna.
Bastia è un bel posto: uno di quelli dove ormai non ti stupisci più di niente, ma dove puoi ancora uscire per strada e salutare almeno un paio di persone; passeggiare liberamente, tra vetrine di negozi superforniti, tra ristoranti à la page, e via dicendo. Il tempo è buono tutto l'anno: l'estate fa caldo, il giusto per lamentarsi, l'inverno è freddo, di quel freddo preciso per mettersi la pelliccia.
Uno di quei posti dove puoi sentirti libero, di dire e di fare, e al limite anche di essere - perché i giudizi e le chiacchiere di quei pettegoli dei bastioli., sono robetta. Un posto sano, ma anche un po' insano, ma quel tanto che basta, che serve, che è utile.
Ecco, a Bastia, in Italia, in Europa, nel lato giusto del mondo dove io sono nato e cresciuto, non c'è nessun problema.
Lo dico, solamente perché ogni tanto, fa bene ricordarselo, tenerlo a mente, bene presente: in primo piano, diciamo.
Perché se fossi nato in Niger o ad Haiti, sarebbe stata tutta un'altra storia, la mia.  


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