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venerdì 16 marzo 2012

Hanno ammazzato Twitter

Twitter è vivo. Evviva!
La questione oggi è questa e solo questa: Casini Pierferdinando, leader dell'UDC, noto in Twitter come @Pierferdinando, ieri sera ha tweettato una foto del vertice ABC. Sì: prima dell'incontro, i quattro partecipanti, si sono messi in posa,  e si sono fatti fotografare con un iPad e poi C ha pubblicato il tutto. Niente scarlettjohanssoning, state tranquilli: era il classico quadretto di famiglia, con in piedi il nonno e seduti i nipoti.
In molti altri paesi, tutto sarebbe passato sotto traccia: si sarebbe discusso prima e molto dei contenuti dell'incontro, e poi semmai, delle foto e delle facce, dei piacionismi, delle piraterie comunicative e via dicendo. E non ne varrebbe nemmeno la pena, se non fosse che dalla vicenda si possono comunque trarre spunti interessanti, starne a parlare. 
Il primo per esempio, è stato magistralmente riassunto da Michele Serra, ne L'Amaca di ieri, con tempismo profetico. L'argomento era una altro, ma il senso è lo stesso: in Italia, il MinDelLav incontra le parti sociali, e quello su cui si discute è un termine (la "paccata") che ha usato nelle dichiarazioni successive. Questo era l'altro ieri: ieri, i leader della maggioranza incontrano il Capo del Governo, e si parla della foto scattata prima dell'incontro. Prima, capite? Ma i giornalisti sono i primi ad aver capito che gente - noi italiani - hanno davanti, allora tutti ad infiocchettare la scatola: poi se dentro non c'è niente poco importa, intanto l'occhio ha avuto la sua bella parte. E poi c'è un corollario. Perché accanirsi? Capisco perfettamente che il valore giornalistico della foto, live, è altissimo. E capisco perfettamente che affrontare certe situazioni 2.0, è difficile: serve una sorta di controdifesa professionale allora? Cioè se il politico pubblica documenti su un incontro riservato, può significare la fine del giornalismo? Avete questa paura? Ma non scherziamo: anzi. 
Siamo fatti così però, e se non fosse che sono spinto dalla speranza di un miglioramento la potrei anche chiudere qua: ma no. 
Altro argomento sollevato da molti, è la piacioneria internettara di Casini. Dice: "quello sì che ha capito tutto, volpone: ti mette la foto su Twitter, così tutti lo vedono come up to date". E può anche essere. Ma qual è il problema? Non volevamo che i politici comunicassero con noi, utilizzando linguaggi e strumenti contemporanei? La ghigliottina al politichese, non passa anche da qui?! Perché allora insorgere? Sembra un po' quel vecchio detto "come la fai ne manca un pezzo". Noi, e dico noi così per dire, popolo della rete - come ci piace farci chiamare, anche se è bruttissimo l'uso di 'sto "popolo di..." - di rete ne sappiamo: quindi siamo addestrati a prendere il meglio, senza eventualmente cadere in captatio benevolentiae varie o svariate.
Adesso arriva il turno di Twitter. "Strumento pericoloso", "twittermania", "twitterismi": in poche ore ne ho sentite una sequela di dimensioni bibliche. Onestamente si può pensare che il problema sia Twitter? Mi riaggancio alla vicenda di qualche giorno fa, sulla liberazione di Rossella Urru. Al Jazeera dà la notizia, che rimbalza via Twitter, cresce esponenzialmente e poi scoppia in un pugno di mosche. La colpa è di Twitter o di chi - fonte per altro abbastanza autorevole nel mondo orientale - quella notizia l'ha diffusa? D'altronde c'è da dire, che cinguettio su cinguettio si enfatizzato il tutto, ma sempre per quello stesso "d'altronde" bisogna ricordare che se la Urru è rientrata nel dibattito mediatico e nei cuori degli italiani, ancora di più, è stato proprio grazie a Twitter. Che non è l'uccello del demonio: Twitter è un'occasione in più, un plus valore. Bello, funzionante e funzionale: ma usiamo come tale. E se un politico decide di adoperarlo, sia per questioni personali, parlando del calcio, della TV, di un libro o di un film, che per questioni istituzionali, raccontando quello che fa in parlamento, o gli incontri con gli altri politici, o scandendo le sue visioni i n140 caratteri, non c'è niente di strano, nel 2012 (approfondire se si vuole la questione con questo post di Luca Sofri, senza integralismi, però). E può anche essere, che non lo faccia solo per prendere voti. E non sono così ingenuo da pensare, che una forma di propaganda non possa invece esserci dietro: in fondo il politico è di quello che vive, o no? E se poi quello stesso politico, decide di raccontare a quelli che gli hanno dato fiducia con quella benedetta X, cosa fa o cosa è, francamente, io non ci vedo niente di male. 

E poi, comunque, era solo una foto: rilassatevi!

Precisazione: quello che dico, non ha nessun tipo di ragioni ideologiche dietro. Il mio commento sarebbe stato lo stesso, lo avesse fatto Bersani o Alfano. Certo se la foto l'avesse scattata Scilipoti, insomma...non so: ma quella non è ideologia, è dignità, mia nel caso.


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