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lunedì 14 novembre 2011

Perdonatemi l'ignoranza e le coicidenze

Certe volte, bisogna che le cose te le spieghino proprio bene, con calma e con parole semplici. Sono mesi che ci gira in testa la parola "spread", complicata - non per il significato in sé - ma per il significato relativo, che ha assunto nel settore della Finanza/Debito Pubblico/Ricchezza-Benessere di un Paese (qui per chi ancora non lo avesse chiaro, Il Post lo spiega con semplicità. ndEm). Tutto cose già complicate di per sé, da definire, ma che per comodità qualcuno ha pensato bene di indicarle con un numero: che, e mi permetto di sconfinare in un campo non mio, non è che possa essere così estremamente rappresentativo, in quanto non può essere così tanto assoluto. Ma va beh. (nota: per chi ha voglia di continuare a leggere, in regalo un grafico interessante)

Partiamo da una considerazione terra terra: se hanno scelto i Bund tedeschi come riferimento, vuol dire che la Germania è un riferimento, nel caso positivo, dunque è messa meglio di noi. Tanto per dire, che nella crisi c'è anche chi sta meglio, e se le cose vanno male, non per forza devono andare a sfascio. (Anche se è vero, che questo riferimento per il differenziale, è stato introdotto da prima della crisi: ma tale è rimasto - nel senso che non si sono scelti titoli di altre nazioni, al posto dei tedeschi -  dunque male male non vanno.)
Seconda considerazione - anche questa terra terra: c'è un grafico storico? Era parecchio che me lo stavo chiedendo, così per capire come si sono evolute - almeno numericamente - le cose. L'ho trovato, finalmente.
Grafico Storico dello Spread
Si riporta il famoso differenziale, per varie nazioni. C'è un francese, uno spagnolo, un irlandese e un italiano: siamo quelli verdi acceso. I dati partono dal '91 e arrivano fino al novembre 2011. Prima non c'era l'euro, e come si vede, i valori erano molto alti, per questioni molto più complicate delle mie scarse competenze, ma che più o meno riguardano le differenze dei valori delle monete dei singoli paesi. Quello che conta, nel presente e nel futuro, anche se è roba del passato, è il momento dall'introduzione dell'euro - il punto è indicato. Tanto per capirci, e senza la necessità di essere economisti esperti di mercati internazionali, si vede che la riga blu della Francia, è anche scesa sotto lo 0: credo, a occhio e croce, che il motivo sia che i titoli di stato francesi, per un po' di tempo, valevano addirittura di più di quelli di riferimento tedeschi. Non male, come performance: ma a noi che ci frega dei francesi? Niente. E in fondo non ci frega niente nemmeno degli spagnoli, che bene o male, vanno come noi, o degli irlandesi, che sono in default (praticamente).
Vediamo allora la linea verde acceso: dal via fino la 2008, è rimasto sempre sotto la soglia dei 50 punti. Non male nemmeno questo, dai! Circa dieci volte in meno di adesso. Dal marzo 2008, inizia la salita inarrestabile, fino alle sensazionali vette raggiunte appena prima delle dimissioni di Silvio Berlusconi da PresdelCons (cit. Il Post). 

Sarà una coincidenza, ma proprio nel gennaio 2008 - il 24 alle 20:43, per l'esattezza - è caduto il Governo Prodi e di seguito, nel maggio 2008 Berlusconi ha rivinto le elezioni. Sarà una coincidenza, ma Prodi aveva lasciato lo spread a 27 punti (capito!? 27!? dicasi: ventisette!? ndEm)....che se non sbaglio, e con un calcolo terra terra, sono più o meno 20 volte in meno di adesso!
Sarà una coincidenza, ma dopo aver visto la precedente esperienza dei Governi Berlusconi, i mercati internazionali hanno smesso di fidarsi: a differenza di noi italiani, che lo abbiamo fatto per la terza volta!

Sarà una coincidenza, ma la nomina di Monti è già valsa dieci punti di spread, a ribasso.  

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