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mercoledì 2 novembre 2011

Parlare sempre delle stesse cose

Oggi, intorno alle sei, sei e mezzo, è successa una cosa. E' successa su Twitter. Ed è successa alla velocità di Twitter. Cioè è andata da 0 a 100 in meno secondi della Bugatti Veyron. Poi però, come molte delle cose che partono a razzo - anche al di fuori di Twitter - è finita a cazzo.
La cosa in questione, riguarda la notizia delle dimissioni di Tremonti.
L'ha detto @doonie , al secolo Dino Ameduni: uno dei blogger de Il Fatto Quotidiano. Con il quale spesso e volentieri condivido i punti di vista. Stavolta no, adesso vi spiego.
Ameduni su Twitter, dà la notizia delle dimissioni di Tremonti. Siccome in rete è una persona abbastanza influente - diciamo così per riassumere con una parola non proprio completamente idonea, tutte le motivazioni e le qualità che fanno di lui uno ascoltato, per merito sia chiaro, da tante persone - il tweet è stato seguito da una serie di interazioni di diverso grado: retuitt, risposte, richieste di approfondimenti. Ad una di queste (di @nomfup, sì proprio lui), @doonie rispondeva linkando la fonte dell'informazione. Era di un'agenzia specializzata in notizie di economia, che si chiama Wall Street Italia, che riprendeva un lancio ANSA.
Passano pochi minuti di agonismo da Twitter (battute, retweet e commenti, a non finire) e Francesco Costa (@francescocosta) invia un tweet in cui chiarisce che è tutto un equivoco: "Il lancio Ansa che gira sulle dimissioni di Tremonti è del 2004".
Fermi tutti. E Ameduni rilancia con ammissione di colpa, dove addirittura si dichiara un nuovo lancio Ansa: "Ameduni è un cojone". Mortificazione eccessiva. Primo perché un errore è un errore, per fortuna @doonie non fa il cardiochirurgo, ma ci può stare. Secondo perché lui è davvero davvero bravo.
Ma stavolta non mi è piaciuta una cosa. E non si tratta della notizia che non lo era. Ci mancherebbe. Corretta nel giro di pochi minuti, poi.
Quello che non mi è piaciuto è stato l'aver rimosso, cancellato, il tweet. Perché se anche si sbaglia, e soprattutto se ci si corregge e si capisce l'errore, non c'è mica bisogno del bianchetto. Basta una linea sopra: che nel caso c'è stata. (premetto che se per caso mi sono sbagliato, e magari il tuitt è ancora lì, ma io non l'ho trovato, updaterò il post con il rumore dell'autoflagellazione. ndEm)
Secondo, perché ha perso - cosa invece sottolineata da @daw_blog - l'occasione per riflettere su un inquietante aspetto. La cartina tornasole dell'immobilismo di questo paese. Siamo nel 2011: senza cambio di personaggi nemmeno, si continua a recitare lo stesso copione. Si parlava sette anni fa delle dimissioni di Tremonti, che non ci furono, e se ne parla oggi, che non ci sono.

Ecco, questa è l'Italia. E Twitter è bellissimo!

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