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mercoledì 5 ottobre 2011

Tanto va la gatta al lardo...

Spero che non sia così. Spero che quello che si dice sia legato alla questione in sé. Spero che nessuno e dico nessuno si permetta di strumentalizzare quello che è successo. Spero che qualcuno abbia anche il buon senso di dire che bisogna credere nella giustizia - così come bisognerebbe farlo nelle altre Istituzioni - per il bene del futuro e del Paese
Parole mie, dell'altro ieri. Lo avevo premesso e alla fine è successo, ma d'altronde non sono stato un gran bravo profeta. Insomma sì, c'è chi ha provato a paragonare la situazione (giudiziaria) di Berlusconi con quella di Amanda. Lo ha fatto Giuliano Ferrara, nel suo editoriale su Il Foglio.
Cari giornalisti stranieri, ora che è tornata libera una cittadina americana accusata e condannata senza prove per omicidio molti di voi, salvo la gossipara pazza Barbie Nadeau, si sono resi conto che qualcosa di serio non funziona nella giustizia italiana, e nei media italiani. Siete dovuti venire da fuori, dagli Stati Uniti e da mezzo mondo, per rendervi conto personalmente che non tutti si comportano in Italia come Cyrus Vance Jr., quello che ha fatto cadere l’accusa contro Strauss-Kahn in assenza di prove, anzi spesso la giustizia fa il contrario, condanna prima di avere le prove e senza prove. Meglio tardi che mai.
Non è questione di giustizialismo, però, o di forca pubblica. Che per essere chiari, per me è abominevole. Pensare che "have to" (come dice Ferrara) qualche cosa, per l'opinione pubblica - nel caso Amanda avrebbe dovuto uccidere, così come Sofri, a cui fa riferimento, sarebbe  stato per forza colpevole - è un po' diverso dal "be". E nel caso, quel "be" per B., vale per esempio nel processo Mills, dove è stato condannato il corrotto ma non il "corruttore". 
Va bé, giusto per dire, che in genere la strumentalizzazione politica è sempre inelegante e che l'altro ieri avevo ragione.
Ah! Sì, poi ci sarebbero anche queste robe qui, ma è tutta un'altra categoria.

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