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mercoledì 26 ottobre 2011

Scripta Manent

C'è una lettera in viaggio verso Bruxelles.
C'è un patto, scritto su quella lettera e chissà da quale altra parte.
C'è un uomo finito, un Governo finito, degli alleati finiti.
C'è scritto tutto. E là, sta scritta anche la data di scadenza.
Sembra, e sottolineo sembra, che ci sia nel patto con Bossi e nella lettera con la quale Berlusconi proverà di nuovo a vendere promesse all'Europa, qualcosa di grosso.
Ma grosso grosso.
Secondo questo articolo di Repubblica di Francesco Bei - di cui tutto il mondo parla in queste ore - ci sarebbe addirittura scritto l'impegno del Premier a presentare le proprie dimissioni tra dicembre2011-gennaio2012. Per poi votare intorno a marzo.
Tutto torna, anzi no secondo quanto diceva l'altra volta, ma va bene uguale. L'importante è che si voti con il Porcellum, così da permettere di eleggere uno strettissimo gruppo di fedelissimi in grado più che di fare politica, di fare gli interessi di Berlusconi.
Ma non voglio fare il solito italiano pessimista: la notizia delle dimissioni - ammesso che sia vera ricordo - è già qualcosa di positivo: basta stringere i denti per un altro paio di mesi.
Quando la leggeranno quelli del Pd, sarà il panico, invece.

Nota: sulla veridicità della questione ho i miei dubbi. Questo non toglie però, che vale la pena spenderci qualche carattere, visto che tutte le principali fonti di informazione internazionale la stanno riprendendo. (magari perché un po' fuori dai meccanismi del giornalismo italiano). Sembra che soltanto in Italia la cosa scorra sotto traccia. Addirittura non è nemmeno tenuta in primo piano da Repubblica stessa. Sarà che noi, ormai siamo abituati?


link
- gli editoriali di oggi su Bruxelles (via Internazionale)
- la considerazione di Francesco Costa su quello scritto sulla nota di questi post (update delle 12:21 del 26/10/2011)
Per leggere altro di altro

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