Nuova policy

Policy del blog, da qui a un tempo x

mercoledì 26 ottobre 2011

Pensionatevi

La riforma delle pensioni, rischia di far cader il Governo. Forse l'ha già fatto cadere, ma tutto è ancora nascosto. Non sarebbe la prima volta, il tema è importante: sia perché la pensione è un diritto dei lavoratori, sia perché il sistema delle pensioni si basa su un patto generazionale - chi lavora paga i contributi che permettono a chi ha smesso di lavorare di percepire comunque uno stipendio (che si chiama appunto pensione). E quando ci sono di mezzo i patti e le generazioni, c'è di mezzo qualcosa di molto importante, che va al di là della politica, dell'economia, del bilancio e dello Stato. C'è di mezzo la società, l'umanità, la gente, l'uomo.
Succede una cosa, però. Succede che adesso - e lo so che è una storia che ci portiamo avanti già dal '92, anche se in quegli anni io non avevo tempo da perdere con certe robe - qualcosa bisogna fare. E lo dico io, trentenne, che lavoro da poco tempo, e che forse in pensione non ci andrò mai. Uno, perché di solito i liberi professionisti come me, lavorano fino a quando le forze glielo permettono - anche per passione. Due, perché forse non ci sarà chi pagherà le mie pensioni (e le ragioni sono complesse e fuori tema). Tre, perché andando avanti con questi volumi di fatturati (sai com'è...c'è la crisi!), sarà molto difficile pagarmi una quantità di contributi adeguata: ergo io adesso la pensione non me la posso permettere. (Inciso: lo dico io, trentenne, che stando a un luogo comune vecchio come il mondo, dovrei trovare più difficoltà nel mondo del lavoro, se gli altri ci rimangono un paio di anni in più. I problemi sono altri - quelli che creano difficoltà -, e riguardano la produttività e centinai di altre cose, ma non di sicuro l'età dei lavoratori più vecchi. Se la società funziona e produce benessere, allora stiamo tutti meglio. Anche se si lavorasse fino a 67 anni.)
Allora serve qualcosa, non per me, ma per tutti. Serve di modificare il sistema, a rischio del consenso elettorale, e farne uno lungimirante. Che risolva i problemoni attuali e si prepari ad adattarsi a quelli futuri. Non sono un economista, quindi non vi annoierò con questioni tecniche e visioni. Ad ognuno il suo e questo non è il mio.
Quello che voglio dire, però, riguarda una cosa banale e di buon senso. Come molte cose banali, o che sembrano tali. Un'occasione, come ne sono capitate poche, per invertire il corso delle cose. Ecco.
In un momento come questo, dove il distacco tra il mondo politico e la società comune - nel senso quelli che non sono politici eletti e percepiscono per questo compensi e retribuzioni - è ai massimi storici, servirebbe un colpo di coda. L'ha detto Pippo Civati, dal suo blog ieri. E io mi accodo. 
Se avete il coraggio

Appello a tutti gli eletti al Parlamento e al Consiglio regionale.

Se avete il coraggio, in una settimana, abolite i vitalizi di tutti quanti. Subito.

Se avete rispetto per i cittadini, prima di parlare di riforma delle pensioni, riformate le vostre.

Lo pensa tutto il mondo. E lo scrive Belpietro, oggi, per dire. Lo dico anch'io. E sono già in aula. Votiamo?

Ecco, così per dire che questo è il futuro, questo potrebbe essere quel genere - bellissimo - di cose che ci aspetta. Mentre questo e questi, con i loro portafogli pieni sono il presente.
Che dite? Quale scegliereste?

Link
- Spiegare le pensioni in modo fresco e asciutto si può
- Parlare delle pensioni senza luoghi comuni, pure
- Altro da Ciwati
Per leggere altro di altro

Nessun commento:

Posta un commento

Commenta quel che vuoi o come vuoi. Ma cerca di mantenere quella che i più fighi chiamano "netiquette" e che qui chiamiamo "buon senso". Se poi riesci a dire anche qualcosa di intelligente, meglio.
Grazie