Nuova policy

Policy del blog, da qui a un tempo x

martedì 25 ottobre 2011

Compassione umana

Mettetela come volete, ma Umberto Bossi che scende dall'auto aiutato da un uomo della scorta, mentre insulta una giornalista, invitandola scortesemente a "togliersi dalle balle", è un'immagine di una tristezza infinita.
Ci sta l'anziano leone, ormai indebolito dal tempo, che non vuol farsi vedere da quel ridicolo branco che ancora cerca in lui la guida.
Ci sta un modo di essere dittatoriale, dispotico, che tratta il giornalismo e il mondo dell'informazione in genere, come - e sempre - il nemico.
Ci sta l'amarezza della fine: di una fine che prima o poi deve arrivare, come per tutte le cose, e forse questa è la volta buona.
Ci sta il sessismo maschilista del maschio di una certa età - oh, non tutti eh! Mio padre non è mica così e tanti altri come lui - che si sente in diritto di trattar la donna come vuole. Quello che torna la sera, vuole la cena pronta e le ciabatte calde, perché "l'è stato fùra a lavurar liu", e niente di più.
Ci sta uno stato al baratro, segno incondizionato del fallimento, politico, strategico e personale. Del finto leader o dei finti leader.
C'è la vecchiaia, triste perché ti riporta ad essere bambino, quando per capriccio tratti male tutto e tutti, così: perché ti va.

Che tristezza, ancora. Provo una profonda compassione umana, per tutto questo: davvero. Vi prego, risparmiateci strazi del genere. La vita è già dura abbastanza...
Per leggere altro di altro

Nessun commento:

Posta un commento

Commenta quel che vuoi o come vuoi. Ma cerca di mantenere quella che i più fighi chiamano "netiquette" e che qui chiamiamo "buon senso". Se poi riesci a dire anche qualcosa di intelligente, meglio.
Grazie