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sabato 1 ottobre 2011

Certe amicizie

Succede che certe volte, con certe persone, comincia a parlare del più e del meno e ti ritrovi, più o meno, a parlare di tutto. Succede che quelle persone che tu chiami amici, ti rendi conto che dovresti chiamarle ossigeno. Succede che capisci che ti mancano e insieme vorresti fare un milione di cose, oltre a quelle che hai già fatto. 
Succede che una di queste persone, fa l'attore teatrale a Barcellona, e mentre ti racconti del Palio de S. Michele, finisci per parlare della Verità e della Libertà. Così, lui, decide di scriverti una lettera e di raccontarti un po' di cose sulla Cina. 
Così. 
(Sì, sono fortunato io, ad avere amici del genere...)


Caro Em,

noi ci conosciamo da tempo ormai, da epoche lontane, in cui si rideva e ci si prendeva in giro per qualsiasi cosa. Abbiamo, o almeno io, ho imparato a ridere di me stesso, dei miei difetti e dei miei sbagli. Non sempre lo ammetto, e nel tempo ho migliorato e trasformato i miei difetti in pregi, e dove non sono riuscito ho imparato (e continuo ad imparare) ad accettarmi.

Ti scrivo proprio perché in questi giorni di festa bastiola, io non ci sono: tanto per cambiare sono in Spagna a fare qualcosa non più importante ma bensí più urgente.

Come sentirsi vicini alle persone che non puoi vedere né toccare...né vedere le facce quando ci si prende per il culo?

Ci twittiamo spesso, come uccelletti (o "ucelli" bastioli) e con poche righe finiamo ormai al tema della VERITÀ e della LIBERTÀ.

È scomodo parlarne in sintesi, è per questo che ti scrivo una lettera vera nel caso avessi perso il mio link: http://vimeo.com/29670349

Premetto che stamattina il fattore sctenante di tutto questo è stata Paola, la mia ragazza che è in viaggio di lavoro in Cina. A distanza cerchiamo di comunicarci come possiamo.
La gente non crede ma i cinesi vivono agiati, ma non sanno nemmeno cosa sia la libertà, la verità. Non sanno: ignorano.
Lo dico perché in un paese cosí avanzato non funziona internet. Non funziona bene, è limitato, controllato, dove non c'è censura la linea semplicemente non va o va lenta (nonostante hotel 4 - 5 stelle)...bha! Viene da chiedersi se i cinesi non s'incazzano. No, non s'incazzano, non sanno cosa sia arrabbiarsi e per la legge degli opposti non sanno cosa sia la felicità e la speranza. Non tutti. Ma ci torno dopo sul tema. Culturalmente sono stati lobotomizzati, ma non c'è bisogno di fare indagini sociologiche speciali, basta andare dal "bazar" sotto casa (a Barcellona ce ne sono tantissimi) controllati,diretti, gestiti da cinesi. Buona gente o cattiva gente? Che ne sappiamo noi! Questa una giusta questa osservazione: che ne sappiamo noi dei cinesi? Non parlano, non si aprono. Chi ti racconta la sua vita come farebbe un italiano immigrato appena scende da un aereo o un treno?
È culturale, qualcuno e qualcosa li ha castrati. L'educazione a stare zitti!
Lavorano come cinesi (il detto è tutto un programma), non si lamentano. NON SI LAMENTANO. Ma nemmeno sono felici, o meglio sanno che la vita è cosi; punto. Forse è questa la loro massima espressione di felicità.
Ma non tutti. Torno al tema. Ci sono 2 miliardi di cinesi, possibile che non c'è nessuno che dica "voglio essere felice", sapere e fare delle cose diverse da quelle che mi propinano? Certo. Come gli viene in mente un pensiero cosí grande? Uscendo dalla Cina. Perché se rimani in Cina e fai questo discorso vai in galera a vita, o se non vai in galera sparisci...allora tanto vale sparire in un "bazar".
Che pena no? Ho due esempi di come la libertà vive e vivrà sempre .
Il primo è di una ragazza cinese che vive e lavora a Shangai per "Roca" una azienda spagnola che fa sanitari e ha corporation in tutto il mondo; manodopera a basso costo intendiamoci! Questa ragazza ha un nome cinesissimo ma con Paola si è presentata come "Apple", ovvero il nome occidentale che si è scelta per praticità. La ragazza dimostra già intelligenza propria. Ha viaggiato in Spagna, e ha imparato un minimo dell' arte del "pettegolezzo", cosí che Paola psicologa e arteterapeuta per vocazione (lo sarebbe anche se facesse la pescivendola) si è fatta raccontare i suoi sogni. Attenzione: non il passato ma il possibile futuro. Lei ha 29 e un figlio, ne vorrebbe un altro, ma non può. Come molti sanno in Cina è proibito a vere più di un figlio, ergo, punizioni economiche perchi può e per chi non può...immaginate il peggio perfavore! Dunque lei vorrebbe farsi trasferire un anno in europa, 12 mesi, trasferirsi con il marito, rimanere incinta, partorire e tornare in Cina con il secondo figlio che, attenzione, fatto all'estero...si può tenere!
Un genio! Questa donna è un genio. Le mamme sono meravigliose quando ci sono di mezzo i figli. Chissà se ce la farà!?
Il secondo esempio è più fortunato. Si tratta del bazar di "Plaza Lesseps": dai cinesi. Questa è una famiglia allargata (e come no?) che gestisce il magazzino di cianfrusaglie. Evito di commentare come sono prodotte le suddette ed evito i vari commenti sul lavoro cinese. Questa famiglia parla spagnolo, catalano, i figli vanno a scuola (obbligo), il padre e la madre sorridono "naturalmente", non forzati come ci immaginiamo, ti ascoltano, ti servono e ti danno la stupidaggine che cercavi per un euro. Fa ridere, ma dopo ti fa pensare. Ridere prima e pensare poi sono cose che mi riescono piuttosto bene e mi fanno anche bene.
Questi quí si sono integrati, hanno imparato tante cose, pagano le tasse (fanno fattura perlomeno), e sono più sereni.
L'argomento potrebbe andare avnti ore raccontando dei cinesi che vanno al casino con mazzette di banconote da 100 euro, ma mi fermo quí.

In quel paese c'è una dittatura culturale, oltre che militare. C'è repressione dellaLIBERTÀ, VERITÀ e della FELICITÀ.
Stamattina ho visto una foto che vorrei mostrarvi. Un piede di un militare cinese che finisce di uccidere un monaco tibetano riverso al suolo. Non c'è limite alla repressione: eppure i tibetani ogni mattina ringraziano la VITA. Nient'altro che la vita stessa, e sono felici, li vedi dal volto, dal sorriso, gli occhi. Sono gente LIBERA che fa paura a chi non lo è.
La politica cinese è un esempio negativo e caro Em sapere che nostri politici sono "costretti" a strngere le mani di questi mandanti mi fa rabbrividire.
Ho scelto nella vita di far il buffone, ed è per questo che vorrei che i politici siano persone serie: ad ognuno il suo lavoro.
Sembra la gag del clown bianco e dell'Augusto: tutto bene? tutto bene! e tu? tutto bene? Sí tutto bene grazie, e tu? anche io, grazie! Grazie a te! A te di più. Più a te. Grazie a tutti e due. Uguali. Uguali.Però più a me...no a me...fino all'infinito.
Relazioni internazionali inutili. Si conta solo quanti soldi si hanno in saccoccia.
Ma tu la stringeresti la mano a uno che picchia tuo figlio? Ti stupra la moglie, ti sputa in faccia in pubblico? Ti da calci in culo appena ti giri? Ma tu per quanti "denari" ti vendi?
Ammesso e non concesso che a questo mondo ci si possa prostituire anche per scelta, ma la nostra FELICITÀ come pacchetto all-inclusive di LIBERTÀ e VERITÀ a quanto la svendiamo?
E al contrario che cosa facciamo per ottenerla, tenercela, preservarla, conservarla, migliorarla, restaurarla, adorarla?
Io oggi ho scritto una lettera, ieri lo stesso. Cose semplici, non a caso sono nato nella terra di un santo che difese la propria libertà anche in punto di morte: san Francesco uscí dalla Chiesa dalla finestra e morí sotto un albero e un cielo pieno di stelle. Certi valori non si comprano. Si insegnano con pazienza e coraggio.
Grazie Em, se pubblicherai questa lettera che è per te e per chi vuole leggerla.
Stai facendo un buon lavoro. In bocca al lupo
Crepi!
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