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lunedì 10 ottobre 2011

Cambiare il corso delle cose

Si chiama Moshi-Moshi
Quello della foto, è un gadget di mia moglie (quella del Dan di DanEm), che mi ha fatto pensare. Se vi state chiedendo cos'è, vi dico subito che è quello che sembra. Cioè una cornetta. Una vecchia, almeno nella forma, cornetta telefonica, che si compra a Londra da un po' - ma forse la vendono anche qui da noi, non so - e che ha uno spinotto che si attacca all'uscita audio dell'iPhone. Te la infili in borsa, e quando suona il telefono rispondi da lì.
Scomodissimo. Ingombrante. Può essere anche figo, bisogna dirlo, anche se io non la vorrei mai. Sembra uno di quei telefoni portatili (ai tempi si chiamavano così, non cellulari) che si vedevano in giro a qualche sfigo-yuppie degli anni '90. Sostituiti e superati, per fortuna nel corso del tempo, da centinaia di modelli sempre più piccoli, che facevano di queste dimensioni, proprio il contrafforte del successo.
Ma adesso, nel 2011, e da quando Steve Jobs si è inventato l'iPhone, le dimensioni non contano più. Telefonarci con i telefoni Apple è quasi superfluo, ai limiti del volgare. Ci fai talmente tante altre cose, hanno funzioni talmente più importanti (App, se volete) che le chiamate ti interessano davvero poco. Nei telefoni ormai, si racchiudono le nostre relazioni sociali, e dai telefoni escono sempre meno sotto forma di telefonate: vuoi o non vuoi, per entrambe le cose.
Scrivo così, dopo qualche giorno, giusto per mettere anch'io un accento su come Jobs e il mondo Apple abbiano cambiato il corso delle nostre vite
Vuoi o non vuoi, è così. Punto e basta.


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