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martedì 6 settembre 2011

Il Gabibbo è un Barbapapà

Ho visto la luce: e a quel punto mi sono svegliato. 

Avevo tappato adeguatamente le persiane del salottino dei miei suoceri, ma il sole nel suo moto giornaliero si è abbassato, ed è entrato inesorabile a ricordarmi che era arrivata l'ora di ricominciare a far qualcosa...ma non è stato un risveglio come tutti gli altri.

E dire che mi vanto di essere un professionista nell'arte della pennichella pomeridiana: gran privilegio di chi come me lavora a due passi da casa e può tornare in tempo, per pranzare e risposare. Un'oretta, con l'ultimo boccone quasi non del tutto masticato, in cui le mie stanche carni si spalmano sul primo divano che incontro. 

Sono un pennichellatore compunsivo: mi app-ennico (c'è un app per tutto!) ovunque, con qualsiasi situazione ambientale, e qualsiasi condizione climatica. E' così, perché mi posso vantare di avere anche una certa eleganza nel gesto: non mi vedrete mai stravaccato come un ippopotamo al fango, con canottiere macchiata di sugo e stecchino in peregrino equilibrio ai lati della bocca - magari ancora un po' unta dai bagordi della tavola. 

No! Questo mai: io mi metto seduto sul divano, ben composto, spesso con le gambe accavallate. Sembra che pensi  a chissà quale dei Massimi Sistemi: più Pitagora che Mago Oronzo, insomma.

Quando mi sono svegliato, oggi, però, i riccioli scuri che scendono vigorosi sul mio collo - immagine che ricorda Ercole, ma prima delle fatiche - non erano inumiditi dal sudore dell'afa, ormai diventato incessante. C'era qualcos'altro che aveva turbato il mio sonno.

Uno strano sogno, rivelatore di un mistero che ancora voi umani non avete nemmeno affrontato...

...il Gabibbo è un Barbapapà!  


Il Gabibbo è un Barbapapà
Roba sconvolgente, rivelazione del secolo: il profeta del Besugo! è uno di loro. Lui, l'eroe degli eco-mostri, l'amico delle papere - Serena Grandi, Miriana Trevisan, Michelle Hunziker, Roberta Lanfranchi, Eva Henger, Edelfa Chiara Masciotta e Juliana Moreira - il Robin Hood di Peluche, non era altro che uno di loro. 

Lo usavano per accattivarsi le nostre simpatie ed invadere il nostro mondo. Un'invasione di miseri e viscidi esserucoli senza segni di corporatura.

Era pazzesco, terribile!

Altro che Habib e linguaggio gergale genovese: solo uno dei barbatrucchi!! 

Ancora un po' frastornato dall'incubo di un dopo-pranzo di fine estate - suona malissimo, ma Lui mi perdonerà - scappo a studio. Tra una cosa e l'altra, mentre ripenso spesso a quella specie di allucinazione, sulla quale chissà quante risate si sarà fatto Morfeo, trovo il tempo di andare ad aprire la pagina Wikipedia, dedicata a quei tipi. E leggo l'illeggibile. 
Barbaforte (in originale "Barbadur"): è rosso. È lo sportivo della famiglia: combattivo e ribelle contro i soprusi. Dotato di mantellina e lente alla maniera di Sherlock Holmes, ha anche il pallino di essere un bravo detective, e svolge le sue indagini con il fratello Barbabravo e la cagnetta Lolita.
E' combattivo e ribelle e lotta contro i soprusi...allora è tutto vero!!!
E chi è Fabio di Fabio&Mingo...???

Aiutatemi!!!


Scritta dopo. Per aiutarvi nella psicoanalisi dei miei sogni, posso dirvi che ho un nipote di nome Aldo, che è fissa con i Barbapapà e che per il suo secondo compleanno ha ricevuto una specie di antistress a forma proprio di uno di loro...e che lo aveva lasciato sul divano dei nonni dove io ho riposato

Ma forse questo non basta!!


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