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martedì 27 settembre 2011

Dire bugie per legge

Fin da piccolo i miei genitori mi hanno più o meno insegnato a non mentire. Diciamo che dire bugie, non era la via giusta da seguire, per farsi strada all’interno della famiglia Rossi-Farinelli.  A dire il vero, mio padre, quando io ero già un po’ cresciutello, ha provato a far passare un messaggio del genere “meglio una bugia al momento giusto, che la verità al momento sbagliato”, qualche volta. Ma siccome ci credeva e ci crede poco lui stesso, a queste parole, io sono rimasto uno che dell’onestà ne fa un valore imprescindibile.
Ma forse, tra qualche giorno – e con “qualche giorno” intendo quando, e se, verrà approvata la legge bavaglio post-semiserio-maquillage – quel vecchio detto pesudo-opportunista, potrebbe venirmi utile. Per legge, appunto. Cerco di spiegarmi.
Mettiamo che la nuova legge, sia approvata così com’è proposta. Mettiamo che io sia un blogger. Allora succederebbe questo.
- Abitando in centro, spesso il parcheggio è un miraggio. Ci sono pochi posti, troppi utenti, e spazi risicati. A qualcuno del mio palazzo, o di quelli vicini, la sera tocca sempre, a giro, di non lasciare la macchina sotto casa, ma un po' più in là.
- Mettiamo che ci sia la mia vicina di pianerottolo, che non è un drago nei parcheggi. Entra come le capita, e lascia la macchina lì "come la vede" - stile colpo di biliardo. Spesso occupa due posti, e siccome è anche pigra e viziata, e se fotte del senso civico, spesso parcheggia in quello riservato agli invalidi. Fregandosene altamente sia degli altri abili, che potrebbero parcheggiare due auto dove lei mette solo la sua, sia dei disabili ai quali quel posto spetterebbe di diritto.
- Mettiamo ancora, che io, una sera, tornando a casa un po' stanco e scazzato dalla giornata, non trovi posto per posteggiare. Giro e rigiro, poi finisco per metterla sul parcheggio più vicino, a 500 metri da casa. (Va bé, tutta salute, camminare fa bene...e poi così imparo a fare il figo e dire che "abito in centro"). Rientrando, vedo che la macchina della vicina, è parcheggiata davanti al portone del palazzo, talmente male da quasi bloccare la strada e occupare due posti, il suo e quello che avrebbe potuto essere il mio. Indignato dell'oltraggio subito, da me o da qualsiasi altro avventore, senza nemmeno togliermi il giaccone, apro il computer e scrivo qualcosa sul mio blog. Qualcosa tipo "la signora-vicina, parcheggia sempre male, e se ne frega degli altri e delle loro esigenze. Priva ogni volta i residenti della via, della libertà di poter mettere la macchina sotto casa e bla bla bla".
- Alla vicina, che segue il mio blog, non va a genio quello che ho scritto. Magari perché è una tipa in vista, e nella zona la conoscono tutti. Se la prende, si indispettisce, mi scrive una mail e mi invita a rettificare.
- A questo punto, io blogger, ho 48 ore di tempo per scrivere un post in cui rettifico quello che ho scritto. A prescindere se quello che dico corrisponda o meno alla verità. Cioè, se la signora è maleducata e viola dei principi del codice civile e anche della strada, non gliene frega niente a nessuno. Dopo la segnalazione, devo correggere quello che ho scritto punto e basta. Se non lo faccio, rischio una multa fino a 12mila euro.

Ergo, se quello che io ho scritto, corrisponde a verità, la mia rettifica, è una bugia. Perché se non sbaglio, smentire una verità è una bugia. Praticamente, dunque, lo stato con la nuova legge, mi invita a mentire. Mentire per legge: ecco fatto. A meno che non mi sfugga qualcosa....
Altre opinioni sulla questione


Update:
[ A proposito, del ddl intercettazioni: il comma 29 - ammazzablog - è stato cancellato ieri. Era troppo assurdo anche per questo assurdo paese: l'obbligo di rettifica resta soltanto per le testate giornalistiche registrate presso i tribunali. Anche se, il rischio di far chiudere entità piccole e medio-piccole, rimane, come è evidente.] 

   

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