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sabato 10 settembre 2011

Adesso arriva la beffa.

Si dice che c'è un Ministro, il cui dicastero si occupa di malanni, che non sia per niente soddisfatto di quello che guadagna.
Ingordo!...penserete voi....
...si ma anche sfigato, aggiungo io. Vi racconto la storiella.
"Oh! Toccati che passa coso..."
da Dillinger.it
Il nostro ministro, del quale non faremo il nome - ma il cui cognome coincide con quello del presentatore che ha inventato "Quelli che il calcio" - è stato nominato da non molto. Ha fatto parte di quel bizzarro rimpasto di Governo, eseguito secondo il principio dell' "inverti il dicastero". Sei un economista? Va bene, allora ti mettiamo all'agricoltura! Sei un geologo? Vattene dritto dritto all'economia, senza nemmeno passare per il via: i 20 soldi li ritiri a fine mese, lo stesso.
Insomma, bando alle ciance. Il tipo in questione, appena eletto, è incorso in quel ridicolo taglio di stipendi deciso da sua maestà in persona. Il 10% in meno, ma soltanto a coloro che occupano ruoli di Governo, ministri e sottosegretari, da non eletti in Parlamento. E via un pezzo di busta paga. Bella inc...coptata, per il nostro.
Poi, come se non bastasse, quegl'impertinenti degli uffici competenti, gli hanno applicato un art. del decreto 78 del 2010, secondo cui ai dipendenti statali, con reddito superiore ai 90mila euro, si decurta l'ingaggio del 5 per cento. Ancora peggio per quelli come lui: il 10% in meno, tocca infatti a chi dichiara più di 150mila. Che vuoi fare, il Ministro in questione ne ha dichiarati circa 630mila, nel 2008 (dati l'Espresso)...non vi aspettate però riduzioni clamorose. A conti fatti, si trattava di qualcosa meno di 10mila euro all'anno, applicando tutte le possibili vie di soluzione. Ma niente, il Ministro non ci sta. Non sia mai che mi si rubi qualcosa di mio! Allora arruola super-consulenti e iper-collaboratori e dà l'assalto alla Ragioneria di Stato . La linea difensiva, si basava sul teorema inattaccabile "un Ministro non può essere considerato un dirigente statale", quindi niente decreto 78/2010.
C'é da dire, che dopo le approfondite analisi, dei ragionieri della madre patria, è riuscito a riportare a casa il risultato. Gli hanno dato ragione: chissà se di diritto o per pietà umana.
Fatto sta che però - e ve lo dicevo in apertura - il tipo è molto sfortunato. Infatti, fresco di vittoria, neanche il tempo di mettere a ghiacciare lo champagne - il migliore, con tutti quei soldi - che eccoti la stangata della Manovra. Contributo di solidarietà, che sembra, a conti fatti, sia pari a quanto gli si chiedeva con il decreto di prima...
...quando si dice il destino!!




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