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martedì 9 agosto 2011

Quel coglione di Gaglione

Si chiama Antonio Gaglione, è uno stimato - nel settore -  medico brindisino. E' stato eletto nelle file di quel Pd che difende la Democrazia e la Costituzione, che si propone come il partito del futuro, ma che per vizi si lega spesso al passato o al presente; le virtù verranno: in futuro, appunto!
On. Antonio Gaglione
A dire il vero, l'On. Gaglione, è una "trottola partitica": come ti giri cambia maglia, nemmeno Ibra un paio di anni fa. Chi si ricorda il giochetto "Dov'è Wally?? Ecco Gaglione più o meno è Wally: eletto nel Pd, dicevamo, è transitato per il Gruppo Misto, per finire a Noi Sud. 
A dire ancora più il vero, però, Gaglione non è un voltagabbana, un Giuda, un opportunista: se proprio lo vuoi definire - senza usare il turpiloquio, s'intende - al massimo gli puoi dare del "menefreghista". Nel senso che, lui se ne frega proprio: del partito, delle votazioni, del Parlamento, della situazione del Paese. Lui non ci va proprio alla Camera. E' il record man dell'assenteismo: un imbarazzante 92.23% di assenze. Passa a Montecitorio, giusto per fare qualche saluto, ma soltanto nei casi in cui, si trovi già a Roma per qualche convegno. 
La notizia, l'aveva già tirata fuori l'Espresso, e forse già anche noi ne avevamo accennato: vale comunque la pena, riparlarne, perché in questo momento, i nostri amati rappresentanti stanno mettendo su una menata sull'impossibilità di andare in vacanza (per altro condivisa con noi e con altri milioni di persone, se per questo!  ndDanEm). Come se il loro ruolo, gli permettesse di staccare dal lavoro, nonostante qualsiasi condizione a contorno.
Non siamo dei Castologi: non amiamo questo termine: ma in fondo, da situazioni come queste capisci che gli eletti sono davvero eletti. Nessun datore di lavoro, al di là delle tue indubbie capacità, ti permetterebbe di presentarti al lavoro, soltanto l'8% dei giorni lavorativi. Il popolo italiano, si! Anche se adesso, magari con qualche aiutino, ci si sta svegliando: non sarà mai così, comunque, finché i giornali e i giornalisti, che parlano di queste situazioni, non riusciranno a togliersi di dosso, il bollino rosso, che il nostro Presidente del Consiglio gli ha affibbiato.
Anche perché, se G(C)a(o)glione è il peggio del peggio, la media di assenze alle votazioni in aula è di circa il 15% - che per certi versi, è pure accettabile. La soluzione, comunque per i casi come lui, ci sarebbe.
Elementi come Gaglione dovrebbero essere immediatamente radiati, anche venendo meno, per ovvie ragioni, lo spirito estremo della volontà popolare - nel senso di quel popolo che lo ha eletto. Non va dimenticato, che le votazioni -cartine tornasole delle presenze in aula - sono i momenti politici veri e proprio: quelli importanti. E' attraverso queste, che si esprime la superiorità politica - quindi si forza l'indirizzo - di una maggioranza; e altrettanto si esprime la volontà e le visioni, degli schieramenti delle opposizioni. Attraverso questi passaggi parlamentari, si indica la strada politica di un Paese. Essere eletti e non essere presenti nel novantadue per cento dei casi in questi momenti è, quanto meno, un controsenso. 
La coglioneria di Gaglione - che per certi versi torna a rimare con quella mancanza di rispetto verso tutti di noi, di cui abbiamo spesso detto - sta nell'infangare il ruolo di tutti i suoi colleghi: come si sa, puzza più un pesce marcio, che molti altri freschi, poi che in quel posto ce ne siano molti di pesci marci, è un altro discorso. 
L'elettività, il "castismo"(a voler proprio usare questo termine) sta addirittura di più, nel silenzio dei colleghi parlamentari, che anziché ergere delle controversie e portare l'episodio ai riflettori dei media e alle orecchie dei cittadini, tacciono: in una sorta di silenzio/assenso.
Poi, per convincervi che è un "coglione con i fiocchi", ecco le ultime dichiarazioni, proprio in merito a questo suo "costume" assenteista:
 "La mia posizione non è limpida, lo ammetto.. Quando ricevo lo stipendio di deputato non mi sento proprio a posto. Ma la vita è fatta di bilanci e io che per 7 anni ho dedicato alla politica tempo, energia e soldi, mi dico che globalmente il bilancio è positivo. E di conseguenza non mi dimetto "
Alla forca? 
No! Basterebbe togliergli l'incarico e quindi lo stipendio: cioè basterebbe sostituire con una legge, quello che la sua etica e la sua morale - sebbene qualche titubanza - non gli permettono di fare...anche perché qualche migliaia d'euro al mese, non guastano a nessuno, nemmeno ad uno che ne guadagna già circa 500mila, con la sua attività di medico... 

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