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venerdì 19 agosto 2011

A me Brignano fa ridere molto

Ieri sera, lo avrete saputo dai telegiornali che gli hanno dedicato molto spazio, Enrico Brignano, è andato in scena con il suo spettacolo, nonostante avesse saputo poco prima della morte del padre.
Bravissimo: far ridere la platea - pagante - malgrado morsi dentro dal dolore, per una parte della propria vita che se n'è andato, è qualcosa di straordinario. Un padre è un padre: fa parte di quei pezzi unici ed irripetibili, che compongono la nostra esistenza, che una volta rotti, persi, mancheranno e basta. Non c'è "The show must go on", che tenga: il dolore è massimo, e nessuno avrebbe potuto biasimare la scelta di non lavorare. Soprattutto se di lavoro si fa il comico e si va in scena per divertire. Eppure Brignano, ha deciso disalire su quel palcoscenico e di tener fede al patto col suo pubblico - un altro di quei pezzi unici della sua esistenza.
Ognuno sceglie come vuole. Ognuno è libero di interpretare il proprio dolore e le proprie tristezze, come meglio crede. Nessuno può e potrà mai permettersi di commentare questo genere di scelte. Secondo me, è stato encomiabile: professionista all'ennesimo livello e grande uomo.
Un uomo che appena lo vedi, ti dà l'idea di essere una persona per bene. Nemmeno nei film, riesce ad interpretare ruoli da cattivo. Sono troppo stridenti, con quel faccione romanaccio, che appena apre bocca ti fa ridere. Anzi, certe volte non serve nemmeno che parli...
Oh! Bene: adesso, allora, vediamola così. Non rivolgendomi a Brignano, ma ai media che ne hanno tessuto le lodi, per la professionalità di cui sopra. Mettiamo che Brignano fosse stato un po' più scapestrato: diciamo uno tipo Amy Winehouse.
Quanti di quei media, avrebbero mantenuto la strada presa in queste ore, immolando l'attore sull'altare delle regole dello spettacolo (che deve andare avanti, dicevamo) e quanti invece, avrebbero intrapreso la via bacchettona e moralista, perseguendo la strada del "non ci si ferma più nemmeno davanti alla morte"?
Rifletteteci...
Em

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