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mercoledì 17 agosto 2011

L'anomalia di Warren Buffet: vuole pagare più tasse

Sapete come chiamano Warren Buffet? L'Oracolo di Omaha, così lo chiamano.
Omaha è una di quelle cittadine, che fanno parte di quell'ammmerica che nessuno si aspetta e vorrebbe visitare: quella diversa dalle luci di Times Square e dalle star di Hollywood. Omaha è una cittadina del Nebraska: paragone qui in Italia, vale più o meno come Isernia. Non me ne vogliano quelli di Isernia, è semplicemente per far capire che non è un posto da film, da idillio - anche se Isernia magari è bellissima.
Buffet di lavoro fa l'imprenditore: e lo fa anche piuttosto bene. Ha un capitale stimato intorno ai 47 miliardi di euro: senza esagerare, da solo potrebbe in questo momento comprare l'Italia, perché la nostra bloody-manovra, vale quel tanto - ma è spiacevole dirlo. E' il terzo uomo più ricco del Pianeta (secondo Forbes) e il 41° più ricco di tutti i tempi. 
Questo signore qua, qualche giorno fa, ha dichiarato che lui e altri ricchi statunitensi, pagano troppe poche tasse. E ha anche aggiunto, che sarebbe felice di pagarne di più per contribuire con maggiore attività all'introito fiscale nazionale. Secondo lui, non è giusto che i ricchi paghino una tassazione del 17%, contro quella del 33% (in Usa) dei loro dipendenti, che spesso faticano ad arrivare a fine mese. Ha fatto notare che tutti i governi da lui conosciuti (è nato nel 1930, quindi non pochi) hanno sempre privilegiato i più facoltosi: invece, soprattutto in questi momenti, sarebbe più giusto togliere ai Paperoni. Tanto più, che molti di loro, hanno seguito la tendenza di Bill Gates - The Giving Pledge - e donano fino a metà dei propri proventi per aiutare il prossimo. Allora, si è chiesto Buffet, perché non aiutare l'America a risollevarsi?
Qui da noi, la prima reazioni, sarebbe chiedersi: "E' diventato pazzo?".
Nessuno degli italiani, si sognerebbe di chiedere al Governo, un innalzamento della pressione fiscale: anche perché, ormai, siamo in testa ai livelli mondiali! 
Non c'è però da biasimarci. Noi in questo blog, siamo spesso pronti a criticare i vizi nazionali italiani, ma in questo momento, la pensiamo più o meno con la media. 
Warren Buffet
Innanzitutto - e qui una colpa noi italiani ce l'abbiamo - il contesto a stelle&strisce, è diverso da quello dello Stivale: lo spirito nazionale, là, è qualcosa di radicato in ognuno, e c'è qualcosa di più dell'amare il prossimo. C'è l'amare incondizionatamente la terra che ti ha dato i natali e che ospita la tua esistenza; c'è il sentirsi tutti uniti in un'unica comunità nazionale; qualcosa che spesso travalica le personalità; quel qualcosa che ci ha incantato durante i tragici giorni dell'undici settembre. Qua da noi, l'amor di patria è un po' più diluito: annacquato, come il vino non troppo buono. Quindi, quello che dice Buffet, ci risulta per alcuni aspetti, parecchio lontano...ci divide un'oceano, appunto! E in questi termini, non ce ne possiamo fare una colpa: non nell'immediato, almeno. L'unico modo in cui semmai possiamo rimediare, è educando i nostri figli a vivere questa nazione con l'amore dovuto...(si lo so che non è facile. ndEm)
Per di più va anche detto, che Buffet personalmente, ha da sempre avuto un interesse filantropico ben oltre la norma: si parla che nel 2006 avrebbe donato 37miliardi di dollari in azioni benefiche, a favore delle popolazioni terzomondiste.
Il punto su cui val la pena porre attenzione, è un altro, però.
Chi in un'Italia così, rappresentata da questo Governo e da questa politica - diciamo anche da questo Sistema  extrapolitico - se la sentirebbe di "donare" i propri soldi alle casse statali? Ci siamo fatti questa domanda, mentre pranzavamo: saremmo motivati noi, a consegnare nostri soldi utili, a questa maggioranza politica che finora ha speso quelli che poteva, in modo quanto meno dissennato?
In casi come questo, il patriottismo, l'appartenenza, viene prevaricata dall'esperienza. Da quell'esperienza giornaliera, che ci toglie la fiducia in questo Governo "sciatto ed incompetente" - come lo ha definito Luca Sofri. E sempre questa stessa esperienza porterebbe noi - DanEm - a destinare quei soldi ad organizzazioni umanitarie sovranazionali, alla larga dalle grinfie di quel gatto mammone, che punta solo al lardo statalizzato.
"Chi più ha, più dà", per l'amor del Cielo, ma senza però rischiare di dare a chi non merita...E 'come se il vostro condominio, fosse gestito da amministratori spreconi, che non meritano i nostri soldi!
In noi manca quella fiducia di Buffet: e manca giustamente! 



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