Nuova policy

Policy del blog, da qui a un tempo x

mercoledì 17 agosto 2011

In realtà non c'è nessuno

Sono giorni che abbiamo sentito la cantilena del "non andremo in vacanza" e "lavoreremo ininterrottamente per il bene della Nazione". Ce l'hanno ripetuto talmente tante volte, che quasi quasi, ci siamo "cascati"
In fondo, non ci sarebbe niente di male. Visti gli abbastanza lauti compensi e visto il ruolo di primissimo piano - anzi fondamentale - che ricoprono nel nostro Sistema-Paese,  nell'amministrare questo nostro condominio (per dirla come Vittorio Pasteris): i  Parlamentari italiani, quest'anno avrebbero potuto anche tirar dritto, senza effettivamente fare vacanze. 
Qual'è il problema?
Chiunque di noi, sa benissimo che ci sono dei momenti in cui occorre impegnarsi a testa bassa, senza nemmeno chiedersi che giorno è, che ora è, a che punto staccare. Si smette di lavorare quando si finisce quello a cui si sta lavorando. Se ci sono importanti scadenze da rispettare, si va avanti fino all'ultimo. Il tempo di recuperare, ci sarà poi: non trovo personalmente necessario, far vacanza o festa, quando è "comandato". Ci sono i Natali, le Pasque, e via dicendo, momenti magari anche di intimità religiosa, in cui può essere necessario fare una piccola parentesi non-lavorativa, salvo poi, se serve rimboccarsi le maniche il giorno di S. Stefano o saltare qualche Pasquetta fuori porta...
...insomma, in un momento come questo, in cui si sta prefigurando - anzi si è già bella che configurata - una crisi radicale, peggiore forse di quella del 2008, lo Stato (inteso come insieme di cittadini e realtà che popolano questo paese) ha bisogno di assistenza continua. Il lavoro da finire, si chiama "salvare l'Italia dal baratro greco", dal default. Ragione per cui, chi ricopre un ruolo di governo - maggioranza ed opposizione incluse - non farebbe niente di così astruso, nel continuare a lavorare. Anzi, sarebbe per certi versi doveroso, visto - e potrei cadere nel banale - il prezzo con cui vengono ripagati questi oneri e queste responsabilità.
Nessuno pretende che si passi il Ferragosto alla Camera, organizzando barbecue improvvisati, tra una riunione di commissione e un'altra. Nessuno pretende domeniche infernali vissute a Palazzo Madama, magari anche con l'aria condizionata spenta, per dare l'idea di una certa austherity! Si richiede, perché necessario, un normalissimo impegno di 5 giorni lavorativi, per studiare, concludere e definire a dovere, la Manovra Fiscale.
E a questa richiesta, più o meno diretta del popolo, i nostri Parlamentari, risposero "obbedisco!", qualche giorno fa. Tutti in preda ad una convulsione da annullamento vacanze, chi con qualche lamento, chi invece inforcava l'armatura da stakanovista delle responsabilità civili e morali.
L'italiano medio, che ormai conosce i suoi polli, ha da subito riposto poca fiducia: tutta questa responsabilizzazione, suonava distorta. Le abitudini, non si cambiano nel giro di una paio di giorni. Si, qualche riunione di commissione in più, qualche incontro fuori programma, il voto imprevisto, perché la Manovra doveva essere corretta. In soldoni? Una decina di ore di lavoro? Più o meno...
Quello che non ti aspetti, è vedere certe immagini.


Infatti in realtà il Senato, è praticamente deserto. Che vuoi fare, il capo del Governo, d'altronde, se n'è andato a fare un bagno-termale-di-folla a Porto Rotondo, ed è stato il primo a non tenere fede a quello che aveva detto giorni prima sul non staccare dal lavoro. Ma ormai contro le sue bugie dovremmo essere vaccinati...(esile speranza? chissà!? ndEm).
Le riprese degli uffici di Palazzo Madama, senz'anima viva, le ha prodotte direttamente un senatore: si tratta di Stefano Pedica, dell'IdV che dice 
"Oggi mi sono recato in Senato per lavorare sulla manovra uscita dal governo il 13 agosto, mi aspettavo di vedere un fermento dopo tutte le dichiarazioni rilasciate dalla maggioranza e invece, grazie all'aiuto di un commesso ho potuto raggiungere i miei uffici perché era, con mia sorpresa, tutto chiuso".


Non mi sento di aggiungere altro. Sarebbe solo un indiscriminato uso di turpiloquio!

Em
(che non è andato  in vacanza. Davvero!)

1 commento:

  1. E a che serve il turpiloquio? tanto li conosciamo e sappiamo che possiamo aspettarci solo quel che fanno cioè ... quello che vediamo tutti i giorni. Ho messo i puntini per non venir fuori col turpiloquio, non ne vale la pena, sarebbe sprecato anche quello. Finirà mai questo brutto sogno della nostra politica non politica? Speriamo che non finisce come è finita la Grecia, perché ci rimetteremmo solo noi cittadini, che abbiamo sempre fatto il nostro dovere, di pagare le tasse e così di mantenere questo paese, dove anche i ricchi vivono, ma senza pagare nulla o pagando, ma non quello che dovrebbero.

    RispondiElimina

Commenta quel che vuoi o come vuoi. Ma cerca di mantenere quella che i più fighi chiamano "netiquette" e che qui chiamiamo "buon senso". Se poi riesci a dire anche qualcosa di intelligente, meglio.
Grazie