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martedì 16 agosto 2011

Forse è più grave di quello che credevo

Devo ammetterlo: non mi intendo molto di economia, soprattutto di economia internazionale. 
Non ne so tanto di più, di quello che leggo, mano a mano, che il nostro "default" si avvicina. Per tutta onestà, devo ammettere anche che non credevo che un paese potesse - diciamo così - fallire, finire a cianche all'aria; questo fino a qualche tempo fa, poi sono arrivati i fatti dell'Argentina, dell'Islanda e via dicendo.
Ho la fortuna, però, di avere una gran voglia di informarmi, anche su cose che possono sembrare complicate - ed in realtà lo sono. E quando hai voglia, riesci a scartare gli articoli più tecnici, per poter cercare e ricercare pezzi più divulgativi, che cercano di affrontare questi argomenti in modo essenziale e comprensibilmente facile, idoneo alla tua preparazione.
Allora, cercando in questi giorni, ho provato a capire il motivo del lago di sangue versato dal nostro Presidente del Consiglio, per vedere veramente se a questo punto, tutto questo "marasma" era evitabile. La risposta è ovviamente no! Ed è strettamente legata al concetto temporale: "a questo punto". Quello che si poteva fare, l'avremmo dovuto fare prima; ormai è tardi.
Questo Paese - il nostro, l'Italia - non sa cos'è l'efficienza; ha sprecato miliardi di soldi pubblici in maniera assurda, per ragioni di clientelismo politico; ha un'evasione fiscale ancora altissima; esportazioni industriali basse; burocrazia pigra e rallentata; non ci sono infrastrutture al passo con i tempi; mancano progetti per modernizzare il sistema scolastico e sanitario; ha una classe politica con una mentalità medioevale; ha una visione del mondo del lavoro vecchia di decenni; per non parlare dell'aspetto tecnologico, nel caso siamo indietro di secoli.
Questo Paese, non è la Grecia: l'ho voluto specificare per non farvi cadere in errore. A noi, non ci ha dato nessuno 110miliardi di euro nel 2010 e 160 nel 2011. 
Noi potremmo essere talmente forti, da farcela da soli: ottimismo al ragù? 
Forse, ma tant'è! 
E allora Come? 
Facendo fede alle chiacchiere - perché per il momento quelle sul futuro, nient'altro che questo sono - contenute in quella Manovra Fiscale. 
Necessaria, dunque? Forse si! A questo punto si!
Per capirci meglio, e sempre per evitare grossi tecnicismi, diamo un'occhiata a questa tabellina: era su Vanity Fair - non proprio una rivista di alta economia - n.32, quello uscito la scorsa settima.
Non l'avevo ancora vista, era rimasta chiusa tra le pagine del settimanale. Apro parentesi per descrivere dov'era: qui inizia una breve spazio, dedicato a Casa DanEm. Era appoggiata, sul "tavolinetto dei divani" (quello di Fa+Va. ndEm) e vuoi una cosa vuoi un'altra, l'ho letta soltanto ieri pomeriggio, tra un mojito al basilico - assolutamente da provare, se non lo avete ancora fatto! - e un tuffo in piscina (grazie Lu+An, gran pomeriggio. ndDanEm). Chiudo la parentesi personale.
Insomma, cosa dice questa benedetta - o maledetta - tabella? Eccola

Tabella Debito Pubblico Mondiale
Chiaro?
Voi, alcune notizie già le sapete, perché avrete seguito con ansia girare i numeri del Contatore di Debito Pubblico, e saprete benissimo che il nostro non è uno dei paesi più raccomandabili per gli investimenti (a proposito, però: il nostro rating è ancora A+ secondo S&P, cioè "Alta Qualità"...evvai!! ndEm).
Ma per quanto tempo credete che possiamo ancora permetterci di essere il terzo paese per Debito Pubblico al mondo e il terzo per peggior rapporto deficit/pil?
E' questa riflessione, che mi ha turbato, ieri...perché forse, è più grave di quello che credevo...!!!!



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