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sabato 13 agosto 2011

E' arrivato l'anti-Trota

Proseguendo in quest'escursus, per il vero casuale, all'interno del ricco mondo dei movimenti giovanili riconducibili ai partiti di maggioranza, non potevamo mancare di citare i Giovani padani.
Certo che anche loro, come i colleghi della Giovane Italia, non partono proprio bene. Il perché è tutto da ricercare nel personaggio cardine che li rappresenta agli occhi del grande pubblico: Renzo Bossi, in arte il Trota!
Movimento Giovani Padani
Insomma, non è proprio Camillo Benso di Cavour, il figlio prediletto del Senatùr, e ammessi i suoi limiti politici - anche legittimi - diciamo pure che non è nemmeno uno che brilla per intelligenza personale. Per sua fortuna, c'è il papi; quello con la lettera minuscola: l'altro alla trota preferisce la platessa...
Ma dietro a Renzo, c'è un mondo in movimento: fervente movimento! I Giovani Padani, sono una realtà costituita, che hanno da poco eletto un capo: Lucio Brignoli. Il trentenne bergamasco, è una specie di enfant prodige del Carroccio: è nel partito dal 1996 - aveva circa 15 anni  quando ha iniziato la sua militanza - è stato candidato alle ultime elezioni provinciali di Bergamo, ma non ce l'ha fatta: è risultato terzo dei non eletti. A quel punto è diventato capo di gabinetto della provincia di Bergamo. Ha preso 90 alla maturità scientifica - ohibò! -, non è laureato -aaaahhhh!! - ma non è stato mai bocciato: altroché Cepu!
E' disegnato come il bravo ragazzo del nord, l'unico problema è capire se ci fa o ci è.
Mi spiego: la sua elezione è stata un vero e proprio blitz politico, interno al partito. Una spallata che i "maroniani" hanno voluto dare al "cerchio magico" del grande capo Umberto, trombando prima della possibile candidatura, il figlio preferito, il Trota appunto. Brignoli è stato definito un "Maronita" (da L'Unità), ma lui incalzato sul probabile golpe di partito contro Bossi junior,  risponde serafico "Magari sono fesso ma non me ne sono accorto. Della sua candidatura non si è mai parlato, non ne abbiamo mai discusso". E spiega che in realtà, il suo è un ruolo di traghettatore, per sostituire il deputato Grimoldi - ex leader del movimento giovanile della Lega - che non può più ricoprire la carica, cause impegni nel collegio elettorale. 
Il fatto, adesso è questo: o Brignoli non capisce proprio, oppure è già stato allenato al ruolo dell'utile idiota. Mi rispiego: l'elezione avvenuta prima dell'assemblea federale di partito, prevista in autunno, politicamente sembra una prova di forza, tutta interna al Carroccio, per consolidare quelle posizioni di cui avevamo già parlato. Allora in questo caso è vero che sono "cose che faccio fatica ad afferrare", come lui stesso sostiene, e allora - ancora - può essere valida la teoria, che delle gran cime, questi Giovani Padani, non devono proprio essere, se sono guidati da uno come questo qua e rappresentati da un altro come il Trota!
In alternativa, ci potrebbe essere l'opzione "utile idiota", che poi, in fondo, tanto idiota non è. Alla faccia della gioventù, all'interno della Lega, ci potrebbero essere dei movimenti anche non troppo sotterranei, per tirare i conti e sovvertire l'ordine del potere nel partito. Allora, come nella miglior tradizione "correntizia" della DC - tanto odiata dai verdoni in quanto emblema della Roma Ladrona - le fazioni avverse  - maroniti appoggiati da Calderoli e il mitico cerchio magico di Bossi - si starebbero accaparrando quanti più posizioni (di controllo, di potere) possibile. Ovviamente prima del convegno politico: a quel punto la tesi della probabile resa dei conti, non è più così impossibile.
Tornando a Brignoli, lui dice, senza essere né carne né pesce, che nessuno nella Lega, può svincolarsi dal capo, e quando gli si ricorda che prima o poi arriverà il momento della necessità di emancipazione del partito padano, che dovrà cominciare a ragionare indipendentemente dalle idee di Bossi, risponde: "speriamo arrivi più tardi possibile. Spero, quel giorno, di essere un vecchio padano".


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