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lunedì 1 agosto 2011

Chi ha ancora nostalgia...

Il 29 luglio 1883, nasceva a Predappio, Benito Mussolini.
Venerdì, cioè l'altro ieri, si sono riuniti una esiguo numero - anche se poi a pensarci bene, sono comunque troppi - di nostalgici, per ricordare la nascita e le gesta eroiche del Duce.
gadget nostalgici
La situazione paradossale di per sé, di commemorare colui che ha portato l'Italia alla "vergogna del mondo", con l'istituzione delle leggi razziali, ha assunto dimensioni parossistiche, se vogliamo: ma per altri versi satiriche.
Il Parroco del paese dell'Appennino Forlivese - don Urbano Tedaldi - era assente per un impegno, e la Santa Messa di commemorazione funebre, è stata celebrata dal vice-parroco: prassi, penserete voi, ma invece no! Satira. Si, perché, quel vice di Don Tedaldi, è una "faccetta nerissima", altroché la "bell'abissina"! Padre Martin - è questo il nome - è nigeriano! Per nulla turbato dalle maglie con le scritte "Italia agli italiani" o "italiani si nasce: non si diventa", è stato lui a celebrar Messa; forse l'avranno scosso un po' di più, i perizomi con la scritta "Boia chi molla" (come disse Cicciolina ndEm). 
Per fortuna che l'omelia, simil-comizio, l'ha condotta il cappellano fascista Giulio Maria Tam - formatosi nel seminario di Econe, del vescovo Marcel Lefebrve, ora scomunicato - altrimenti i già spiazzati-alle-urne camerati, avrebbero veramente perso ogni riferimento. Tam, al quale la chiesa ha inibito l'amministrazione dei sacramenti, ha invitato a ricorda l'importanza ed il valore simbolico delle Crociate, soprattutto adesso, davanti all'invasione dell'Islam (ha anche definito Wojtyla un "modernista"). "Altro che tornare sui propri passi e chiedere scusa, come hanno fatto gli ultimi pontefici, altro che pacifismo e porgere l’altra guancia: i preti oggi si dimenticano di ricordare ai fedeli che Gesù ha cacciato due volte i mercanti dal tempio", ha po arringato.
La partecipazione del popolo, che ormai in cabina elettorale si divide tra i duri e puri - che votano Fiore e Forza Nuova - e quelli che invece cedono "all'evoluzione politica italiana" - straordinario eufemismo - votando Lega (di cui condividono le basi ultra-nazionaliste, ma non il secessionismo), è stata però più scarsa del solito.
Le visite a La Mecca del profeta del fascismo, sono a dire il vero, mediamente diminuite di gran lunga negli ultimi anni: per lo meno rispetto agli anni d'oro, quelli in cui Adone Zoli, Presidente del Consiglio nel '57-'58, fece trasferire la salma di Mussolini nella città natale.
Ormai, Predappio, è diventato un baraccone nostalgico, tipo Luna Park: con vendita di articoli di dubbio gusto estetico - absolutely not made in Italy - souvenir della memoria, come i sopra citati indumenti intimi, o il profumo "Nostalgia", modellini e busti del Duce. Lo stesso sindaco Giorgio Frassinetti - che per altra ironia della sorte, è di centro-sinistra - ammette di dover combattere con questa damnatio memoriae pesantissima.  "Predappio, stretta tra logiche commerciali e il compito di sanare le ferite del passato, rischia la banalizzazione, ma è possibile –si domanda il sindaco, che si ispira proprio "al modello di saggezza politica, pietà cristiana e volontà di riconciliazione di Zoli", - che dopo tanti anni siamo ancora qui a darci dei fascisti e dei comunisti?”.
La scampagnata nostalgica, è finita nel più italico dei modi: in trattoria, a birra e salsicce, per rinvigorir lo spirito e placar la viril fame, con i piatti tipici della ardita cucina romagnola...
(Guarda il video)




O mio Dio!...














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