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venerdì 8 luglio 2011

Se tu vivessi in una cella

Da progrè.eu, interessantissima associazione socio-culturale bolognese, uno spaccato sullo stato delle carceri italiane. 
Al link diversi post, che spiegano le condizioni di vita, di chi, per colpa, è costretto alla detenzione. 
Certe volte, occorre elevarsi al di sopra di luoghi comuni e chiacchiere da bar, e pensare al carcere guardandolo dalla parte di chi ci vive. Questo non significa giustificare il crimine o i criminali, né tanto meno addolcire le pene: ma l'umanità si misura anche in questi aspetti. 
Sovraffollamento, maltrattamento, depressione, suicidio: questi non sono termini correttivi. Questi sono termini, e basta. I diritti, seppur costrittivi, devono garantire il rispetto per l'essere umano; questo non significa sconti nelle pene, indulti o amnistie. Ma garantire situazioni di sostenibilità della vita, anche a chi è recluso, per aver commesso reati. Banale? Non troppo...


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