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mercoledì 20 luglio 2011

Rissa tra Brambilla e Cicchitto

Stamattina scene da saloon in Transatlantico tra il Ministro del Turismo e il capogruppo Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto. La motivazione, sembra essere un richiamo per assenteismo di Cicchitto al Ministro, cominciato dentro l'Emiciclo: "non sei mai in aula", avrebbe detto. In realtà la Brambilla si sarebbe difesa dicendo che era seduta ai banchi del Governo, e che non era stata vista. La lite con botta e risposta sembra abbastanza sopra le righe, sarebbe poi degenerata nei corridoi esterni, fino all'intervento del Coordinatore Pdl Verdini, che avrebbe portato via di peso il Ministro Brambilla, visibilmente scossa.
Ma il motivo di tanta tensione? 
Non è la prima volta che la Prestigiacomo
litiga con Cicchitto. Già nel 2010,
aveva deciso di uscire dal Pdl.
Il Governo era andato sotto due volte, su due votazioni riguardanti due emendamenti al decreto rifiuti (che per inciso, è stato rimandato in commissione e così non verrà votato fino alla decadenza, fissata per settembre). In più, nelle due votazioni perse, la Ministro dell'Ambiente Prestigiacomo, aveva espresso parere favorevole agli emendamenti delle opposizioni, generando il caos nella maggioranza; che comunque non ha perso occasione di screditare il proprio ministro con un voto opposto alla sua posizione. Questione che aveva già prodotto tensioni, tra Cicchitto stesso e la Prestigiacomo, in aula. 
Il povero Fabrizio, turbato e innervosito, si sarebbe poi scagliato contro la Brambilla.
Il motivo del contendere vero, però, qual'era?
Un voto di scambio su Papa? Il Pdl, potrebbe aver scelto di screditare il suo Ministro dell'Ambiente, perché le sue idee sulle mozioni (e sul decreto rifiuti in genere) non piacciono alla Lega. I Bossi&friends, così potrebbero rivedere, a loro volta, le posizioni sul procedere all'arresto del deputato piddiellino. Tutto al condizionale, ovviamente.
D'altronde però, Bossi, in questi giorni aveva ambiguamente ritrattato quello che aveva detto ultimamente, definendo l'arresto giusto, ma lasciando libertà di coscienza sul voto.
La nostra più che una democrazia e un demograzia, con tutti i ringraziamenti che bisogna fare, per assicurarsi la stabilità di Governo...

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