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mercoledì 13 luglio 2011

Nel nome della Nazione. Con rabbia!

"È per l'Italia, per Napolitano, per le grandi imprese e per i lavoratori, non certo per il corruttore e corrotto Berlusconi, o per il suo superministro con appartamentino regalato da 8500 euro al mese, che bisogna oggi calarsi in trincea e reggere l’urto potente della speculazione."

L'editoriale di Stefano Menichini su Europa, traduce l'espressione ob torto collo, per i tempi attuali.

Tutto questo, può essere condito, anche da un piccolo paradosso, che con rabbia, ci porta a riflettere sulla stupidità (a volere pensar bene...) della nostra amministrazione Nazionale. Dal blog di Patrizio Gonnella, apprendiamo che la crisi economica e i tagli della manovra, colpiscono (come ovvio che sia...) anche il sistema carcerario. Come? Non ci sono più finanziamenti possibili, per pagare i contributi a quelle cooperative o imprese che hanno assunto detenuti dentro o fuori dal carcere. Conseguenza: i suddetti detenuti, rimasti senza occupazione lavorativa, torneranno in galera "a pieno titolo". La situazione è paradossale, se si pensa all'emergenza sovraffollamento delle nostre Patrie Galere, e a come il "rientro" di qualche migliaia di persone, possa creare un ulteriore aggravamento della questione.

da Satira...finché si può 
del luglio scorso.
Ma il paradosso, diventa grottesco, quando si viene a sapere che sono stati stanziati circa 5milioni di euro (già nel 2010), ad un'associazione siciliana che si chiama Fondazione per il Rinnovamento nello Spirito. Questi qua, dovrebbero operare per garantire il reinserimento lavorativo dei detenuti. Tutto giusto e tutto bello: ma perché finanziare una nuova associazione che promette di fare, quello che altri stanno già facendo? Perché non continuare a garantire sussistenza a quelle entità che soltanto nel 2010 hanno permesso di integrare nel mondo del lavoro (coop e aziende) circa 1000 detenuti?
Quei soldi stanziati per questa organizzazione cristiana, potrebbero essere intanto aggiunti per garantire che quei contributi di cui parlavamo sopra, possano essere elargiti: ma così probabilmente non sarà.
Il perché, non è comprensibile: il paradosso è evidente, invece; si tolgono soldi a chi crea lavoro vero, per finanziare chi "subordina una prospettiva di recupero alla redenzione cristiana".
Oh, mon Dieu!! 

Caliamoci in trincea, reggiamo l'urto della speculazione esterna, ma poi, pensiamo a calciar via i mali interni...

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