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venerdì 1 luglio 2011

The Kennedys (parte 4)

La missione si è rivelata in fine dei conti, non così impossibile.
Le ultime due puntate, di martedì (episodio 7 e 8), sono scorse via meglio delle altre. L'assassinio di JFK, è sempre affascinante, sarà anche perché noi apparteniamo a quella generazione che è rimasta imbambolata dal film di Oliver Stone e che lo ha rivisto con cadenza annuale dal 1991, quando è uscito, ad oggi, almeno 20/25 volte...
Certo, questa specie di tele-kolossal, non è simile a quella roba. Ci sono stati e hanno continuato ad esserci anche nelle puntate conclusive troppe superficialità. 
La mamma dei Kennedys, per esempio, che avevamo lasciato al limite dell'uxoricidio (che secondo lo Zingarelli adesso può essere utilizzato in estensione anche per le mogli che uccidono i propri mariti) del povero Joseph, è tornata la mogliettina degna del miglior impiego alla MaVib. Oppure il modo con cui è stato trattato l'omicidio di Dallas: poteva essere interessante l'uso dei vari flashback, ma tutti sceneggiati in modo frettoloso, sommario, senza che si lasciasse il minimo spazio a considerazioni su cospirazioni: l'attentato è sembrato opera di un mitomane e basta. In queste ultime puntate, è venuta poi fuori in modo molto violento, la storia di Jack con Marylin Monroe: anche questa trattata in modo epidermico e un po' banale, al contrario di quello che, probabilmente, sembra sia stata. 
E poi c'è quella riconciliazione da film buonista americano,  tra JFK e Jackline, sull'aereo per Dallas, appena prima della tragedia: strappalacrime alla Maria de Filippi. A proposito di Jackie, un personaggio abbastanza riuscito: anche forse grazie alla straordinaria somiglianza con Katie Holmes. Sono state messe sul piatto le sue decisioni e indecisioni, le sue paure, le sue fragilità e le sue incoerenze; la parte mancante dei pantaloni stile Capri. 
Sempre più convinti che il meglio uscito dallo spaccato rappresentativo sia Robert: posizioni ferme, leva dritta, non cede nemmeno davanti alle più sfacciate delle avance, quelle della bionda delle bionde: Marylin! Anche in questo caso, è stato lasciato poco spazio alla sua morte, avvenuta frettolosamente, quasi come dato dovuto per concludere la fiction.
Per concludere con queste chiacchiere, invece, tutt'altro che tecniche data la nostra totale assenza di competenza cinematografica, possiamo dire che The Kennedys è stato un telefilm da 6,5. 
Sufficientemente interessante per dedicargli un martedì sera, niente di sconvolgente o avvincente. Per quello che possiamo capirci è stato generico, riassuntivo, generalizzato, schematico, compendiato, e forse troppo ridotto: se le puntate fossero durate un po' più tempo, probabilmente ci sarebbero state maggiori occasioni di approfondimento e/o di romanzare la storia adeguatamente.

un po' più di Baitz non guastava...
In definitiva, poi, tutta la serie è stato incentrata su John e Robert, con sporadiche comparse di altri esponenti della famiglia, e ancora, il focus vero e proprio è stato tutto sulla presidenza di JFK. Ed è qui che ha principalmente fallito il piano narrativo. E' stato creato, l'ennesimo film/documentario, nemmeno troppo fatto bene, sulla storia di questo presidente: non per rimpiangere già Brothers&Sisters, ma quello che ci aspettavamo era qualcosa di più personale (della famiglia) e soprattutto meno banale. Si, forse, in fondo, avremmo gradito trattare la Presidenza, come viene fatto per la OJAI; sullo sfondo, da scenografia, centrale ma non troppo accentratrice...
  

1 commento:

  1. dal montagio sembra trasparire che marylin l'abbiano fatta fuori loro...
    ...a settembre per i comuni mortali del digitale terrestre su la7...

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